Metroweb si vende e il Comune apre tre canali televisivi

Palazzo Marino ottiene l’uso gratuito del 15% di banda. Protesta la sinistra: «Il prezzo è troppo basso»

Il Comune lascia che Aem venda Metroweb, ma non rinuncia alla fibra ottica. Anzi, ottiene per dieci anni l’utilizzo gratuito di una quota di banda pari al 15 per cento che potrà utilizzare insieme agli altri enti pubblici. Con Regione e Provincia, dunque, grazie anche all’utilizzo di altre piattaforme wireless e di telefonia mobile, attiverà tre canali tematici. In collaborazione con la Rai per la promozione della città e della provincia, la formazione e l’orientamento professionale, la divulgazione scientifica e la salute. Allo studio, grazie ai fondi della comunità europea, anche la realizzazione di servizi per il telesoccorso, la telemedicina, l’informazione in tempo reale sul traffico, l’educazione a distanza, la digitalizzazione dell’offerta culturale sia libraria che museale. Insieme alla Camera di commercio, invece, i servizi on-line riservati alle imprese.
Un progetto complesso che passa attraverso il via libera ad Aem che controlla il 100 per cento della società e si è impegnata a vendere al fondo inglese di private equity Stirling Square. Un’operazione da 232 milioni di euro, di cui 200 milioni per l’assunzione del debito finanziario della società. «Aem - spiega il sindaco - rimarrà nell’azionariato di Metroweb con il 23,5 per cento e avrà il potere di nomina del presidente oltre a quello di veto sulla vendita della società o dei suoi principali asset». Una cessione che, dopo un’estate di mugugni, raccoglie ora l’adesione della maggioranza e le proteste del centrosinistra. Incredibilmente smentito dalla presenza del presidente diessino della Provincia Filippo Penati che ieri a Palazzo Marino ha partecipato all’annuncio dell’operazione dato dalla Moratti a Borse chiuse. «Rispetto alle diciannove offerte - ricorda la Moratti - quella del fondo Stirling è stata considerata la migliore». E poi giustifica la cessione («Abbiamo preferito investire sui contenuti, piuttosto che nella rete») facendo notare che «la rete che fornisce ai cittadini l’accesso all’ultimo miglio non è di proprietà di Metroweb» e che «i servizi innovativi possono essere erogati anche su altre piattaforme». Ricordando poi come anche il Comune usi la rete Telecom per i propri servizi. «Gli investimenti in fibra ottica non siano più strategici nelle comunicazioni» in quanto «il contesto è cambiato rispetto a quando sono stati fatti gli investimenti». Sulla congruità del prezzo aggiunge che «la verifica della proposta di Stirling è stata fatta con il sostegno di Unicredito come advisor» e che «il prezzo si è formato sulla base di una offerta di mercato».
«Non c’è mai stata sul tavolo - le parole di Penati -, nessuna ipotesi di un ruolo autonomo della Provincia rispetto a un’operazione già avviata da Aem con gli inglesi». E poi rivela di aver da sempre valutato solamente «l’ipotesi di un intervento congiunto con il Comune». Assolutamente contraria, invece, la capogruppo dell’Ulivo. «Il sindaco - attacca Marilena Adamo -, per difendere la vendita di Metroweb da parte di Aem che l’aveva ricomprata pochi anni fa a un prezzo superiore, ci informa che la rete in fibra ottica è tecnologicamente superata e sconveniente economicamente. Ma come? La città più cablata del mondo, sbandierata da Albertini prima e da Moratti poi è stata una bufala pazzesca?». Per Davide Corritore (Lista Ferrante) «Milano cede la sua rete di fibra ottica a un fondo finanziario inglese ad un prezzo di 232 milioni di euro, quando tre anni fa fu valutata 290 milioni senza premio di maggioranza e quando due mesi fa il suo amministratore delegato Giuliano Zuccoli disse che la rete valeva 290 milioni».