Metti un cigno nello stemma della Regione

«Questo uccello darebbe unità e continuità, da Levante a Ponente»

Antonio Bovetti

Silvano Zaccone, sindaco di Pignone, piccolo centro dell'entroterra spezzino, studioso delle tradizioni liguri, vuole proporre e convincere Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, ad inserire nello stemma della Regione Liguria il simbolo del cigno, perché dagli studi da lui compiuti, questo uccello è presente nella storia delle terre Liguri, già in era preistorica. Tre anni fa, propose questa idea al governatore Sandro Biasotti, ma alle parole non seguirono i fatti. «Entro la fine del 2006 invieremo una lettera al Presidente della Regione con le motivazioni storiche di questa nostra richiesta. Stiamo raccogliendo al riguardo le adesioni di altri sindaci e delle varie giunte comunali della provincia di La Spezia. Poi, in compagnia del professor Renato Del Ponte, storico e studioso dell' etnia ligure e autore di varie pubblicazioni e libri in materia, andremo nuovamente alla carica».
Perché tanta passione per questo cigno?
«La scelta del cigno non è peregrina né banale: noi vogliamo che questo simbolo costituisca un elemento di unità delle genti liguri, dal Ponente al Levante. Questa immagine, presente anche nella mitologia greca, serve a rivalutare quel senso di appartenenza al territorio che si sta affievolendo. Lasciateci insistere - puntualizza Zaccone - anche se ci sono quasi 100 chilometri da Genova, ci sentiamo Liguri, vogliamo dare il nostro contributo storico, facendo questa proposta. La mitologia, i recenti libri scritti da Renato Del Ponte, dimostrano quanto sosteniamo noi, ci sentiamo credibili e vogliamo ridare valore all'identità ligure. Aspettiamo di essere ricevuti dagli enti preposti in Regione».
Quali sono le proposte di modifica nella grafica dello stemma attuale?
«Proponiamo di lasciare la parte superiore cioè la croce rossa con lo sfondo bianco, ma inserire il cigno nella parte inferiore dando al disegno una forma completa. In tal modo nello stemma saranno rappresentati in eguale misura sia Genova che le realtà minori della Liguria, da Ponente a Levante. Un modo grafico di dare omogeneità e forza ad un territorio oggi frazionato e diviso riportando al centro il concetto di “liguricità”».