«Metto all’asta i miei vestiti per regalare parchi ai bambini»

Parigi«Non si può rimanere indifferenti davanti alla sincerità di questa ragazza che non si fa fotografare con i bambini malati in braccio solo per pubblicità». Valentino sembra visibilmente commosso mentre la supermodella russa Natalia Vodianova spiega perché nel 2005 ha deciso di creare un ente benefico con cui finora ha raccolto fondi per costruire 58 parchi giochi in 36 città dell'ex Unione Sovietica dove il 25% dei bambini vive sotto la soglia della povertà. Adesso la «Naked Heart Foundation» vuole lanciare un nuovo programma e subito il grande couturier ha offerto l'edizione 2011 del «Love Ball», l'annuale ballo di beneficenza della fondazione che si terrà domani sera nel castello di Wideville. Con 45 case di moda che hanno offerto un capo ispirato al mondo delle fiabe che verrà battuto all'asta da Christie's come un'opera d'arte, oltre a un gioiello disegnato dalla Vodianova stessa e un viaggio super esclusivo ai Caraibi. Tra i 450 ospiti spiccano i nomi di Madonna, Anne Hataway, Roberto Bolle, Gwiyneth Paltrow e Keira Knightely.
Quanto spera di raccogliere con questo ballo?
«Spero tanto. So che tutti i tavoli sono stati venduti nonostante costassero tantissimo (30, 50 e 100 mila euro, ndr). Inoltre ci sono delle vere rarità: l'ultimo modello creato da Alexander McQueen prima di morire e da Galliano prima di essere cacciato da Dior. E soprattutto il primo abito creato da Monsieur Garavani da quando tre anni fa ha detto addio alla moda».
Perchè ha creato questa fondazione?
«Ero a Mosca quando c'è stata l'assalto terroristico nella scuola di Beslan, la cosa più crudele e orrenda che io abbia mai visto. Come si fa a colpire dei bambini il primo giorno di scuola che da noi in Russia è importante quasi come Natale? Mi sono detta che dovevo fare qualcosa e mentre tornavo a New York ho pensato di raccogliere fondi per costruire un parco giochi».
Non ci sono necessità più impellenti del gioco?
«Sono nata povera, anzi poverissima per cui so bene cosa serve ai bambini indigenti. A sei anni io dovevo occuparmi di mia sorella Oksana che purtroppo è cerebrolesa. E più della fame mi pesava non avere alcuna via di fuga dalla realtà. Per un bambino giocare può essere una terapia, così mi sono fatta aiutare da Diane Von Furstemberg e abbiamo subito raccolto 300 mila dollari. Per problemi burocratici ho potuto realizzare questo sogno solo tre anni dopo la tragedia, quando ormai avevo già costruito 38 parchi in Russia».
Come mai questo nome: Fondazione del cuore aperto?
«Viene da una novella di Gorkji che parla di un generale che si toglie il cuore dal petto per illuminare con la sua luce il cammino dei suoi soldati in un bosco pieno d'insidie e minacce».
Come ha fatto a farsi una cultura visto che a 11 ha dovuto mettersi a lavorare, a 15 anni è diventata modella, a 19 si è sposata e ha avuto tre figli?
«Mi piace leggere e viaggio molto, detesto sprecare il tempo Un anno e mezzo fa ho ricevuto un libro intitolato Vania dell'asilo numero 10 scritto dal giornalista del Daily Telegraph Alan Phils. C'era una dedica stupenda dell'autore: “grazie per non aver abbandonato tua sorella nelle sgrinfie del sistema”. Così ho scoperto la storia di questo bambino, disabile come Oxsana, ma che non poteva camminare e per cui non era mai stato fuori dall'asilo in cui era stato abbandonato. A6 anni non sapeva cosa fosse un albero e un funzionario l'ha rinchiuso in un manicomio per persone anziane. Alan e sua moglie sono riusciti a tirarlo fuori da lì e adesso vive in America, studia all'università e può perfino camminare perché gli hanno messo le protesi. I bambini disabili non possono essere adottati in Russia, rischiano di fare una fine orrenda. Vogliamo aiutarli».
Cosa ha provato quando è riuscita a costruire il parco giochi a Beslan?
«Una gioia indescrivibile. Ho sentito le grida di felicità dei bambini poco lontano da dove altri bambini hanno gridato di dolore, paura, disperazione».