Mexes e tifosi laziali in discoteca Il derby di insulti finisce in rissa

RomaUna serata in discoteca, una come tante dopo una partita di campionato. Poi all’improvviso un diverbio, nato sembra per motivi puramente calcistici, come recita il verbale dei carabinieri del centro città intervenuti per evitare il peggio. Sembra un fatto di cronaca come tanti, se non fosse che i protagonisti sono due calciatori della Roma e alcuni tifosi laziali, forse delusi dalla sconfitta casalinga con il Milan.
Così Philippe Mexes e Jeremy Menez, tornati da qualche ora nella capitale dopo la trasferta di Reggio Calabria terminata con un deludente 2-2, vengono coinvolti in una vivace discussione con tre sostenitori biancocelesti mentre verso le 4 stanno per lasciare la storica discoteca Gilda, a due passi da piazza di Spagna. Sfottò, battute e qualche parola di troppo. Per alcuni secondi si teme il peggio visto che tra i tifosi biancocelesti e i giocatori romanisti si passa alle vie di fatto: spintoni, qualche schiaffo e grida. Attimi di tensione, ma alla fine nessun segno di battaglia, poi all’arrivo delle gazzelle dei carabinieri tutto si conclude con pacifiche strette di mano e nessuna denuncia da parte dei due calciatori francesi. Saranno le immagini riprese da un telefonino di un passante e trasmesse da Studio Aperto a confermare quanto avvenuto davanti al locale e riportato sul verbale.
Eppure durante la giornata l’etere romano fornisce versioni contrastanti sull’episodio. Tutto nasce dalla ricostruzione dell’emittente radiofonica Rete Sport, che ogni giorno racconta fatti e vicende del mondo giallorosso. L’emittente, nel corso del contenitore del mattino, narra che il difensore francese - che qualcuno a Roma ha soprannominato Rugantino, come il popolano ottocentesco sempre in lite per le ragazze - avrebbe avuto una lite con un pugile, per di più medagliato alle ultime Olimpiadi di Pechino. Ecco che circola velocemente il nome di Clemente Russo, argento ai Giochi cinesi oltre che campione del mondo dei pesi massimi. La lite sarebbe forse scoppiata (continua il racconto degli speaker) per qualche sguardo di troppo alla moglie del boxeur. Il calciatore, dopo la lite, sarebbe stato addirittura medicato in ospedale. Il Coni e la Federazione pugilato, fatte accurate verifiche, smentiscono che pugili azzurri siano stati nel locale del centro storico di Roma. E così fa Clemente Russo: «Io in discoteca alle cinque del mattino? A quell’ora mi sono alzato con mia moglie a Caserta e ci siamo messi in viaggio per andare ad Assisi, dove c’è il centro tecnico della Fpi - racconta all’agenzia Ansa -. Io il Gilda non so neppure dove sia e poi le mani le uso solo sul ring, nel rispetto delle regole. A me hanno fatto addirittura il nome del mio compagno Vincenzo Picardi, ma pesa solo 50 chili e dubito che possa prendersela con Mexes, che pesa un quintale ed è alto quasi 1,90. E poi non credo che un pugile azzurro che si allena tre ore al giorno, poi la notte abbia la forza di andare in discoteca. Se proprio ce n’era uno al Gilda sarà stato qualche professionista o ex pugile».
Tanto che dopo la smentita di Russo, si parla proprio di un buttafuori del locale, che ha un passato con i guantoni. Addirittura qualcuno parla di colpi di cinghia verso il calciatore giallorosso, che sarebbe tornato da Reggio Calabria (questo sempre secondo il tam-tam radiofonico) molto nervoso per la sua prestazione e il risultato della squadra. Un’altra ipotesi fantasiosa. La storia con il passare delle ore si smoscia. Il verbale dei carabinieri resta l’unica ricostruzione corretta dei fatti, c’è da capire - anche se la società ha concesso due giorni di riposo - cosa ci facessero dei calciatori della Roma in discoteca alle 4 del mattino, in particolare Mexes che ha moglie e figli.