Mez, Sollecito: "Quel pc l'ho usato solo a luglio"

Lo studente pugliese in tribunale per l'incidente probatorio sul suo computer gioca la carta a sorpresa: "Quello analizzato è di mia sorella, l'ho utilizzato soltanto per un periodo di studio in estate". Poi fornisce le password al gip

Perugia - Colpo di scena. Raffaele Sollecito davanti al gip spiega il che il computer sequestrato dalla polizia e analizzato dagli Ert è "di mia sorella, non è mio l'ho usato soltanto a luglio per un periodo di studio". Lo ha annunciato il suo legale Carlo Brusco all'uscita da palazzo di giustizia dove lo studente barese ha partecipato all’udienza davanti al gip. Oggi era in programma l’incidente probatorio disposto per esaminare i computer dello stesso Sollecito, di Amanda Knox e Meredith Kerchel, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio della giovane inglese.

Il legale "Ha chiarito solo alcune circostanze relative all’accensione del computer (ha fornito la password "Akirofuga" ndr) e ha chiarito fra l’altro che era un computer che non utilizzava più da luglio". Lo ha detto Marco Brusco, uno dei legali di Raffaele Sollecito all’uscita da palazzo di giustizia dov'è terminata l'udienza per l'affidamento dell’incarico al Ctu dell’esame del computer degli indagati. Prima dell’avvocato Brusco (che difende Sollecito con Luca Mauri) era uscito dal tribunale Raffaele Sollecito che, salito nel cellulare, è già tornato al carcere di Capanne.

Sollecito in tribunale Lo studente barese era ammanettato e indossava un giaccone scuro. Ha varcato il portone tenendo lo sguardo basso. Sollecito è l’unico degli indagati per l’omicidio Kercher presente davanti al gip Claudia Matteini. Hanno invece rinunciato a parteciparvi Amanda Knox e Rudi Herman Guede. L’udienza davanti al gip si svolge in un’aula del palazzo di giustizia, dalla quale vengono tenuti lontani i giornalisti.