In mezza Europa è allarme rosso ma per l’Austria è un’esercitazione

Lubiana. L’autorità atomica slovena ha ammesso di avere fatto un errore nel dare l’allarme all’Ue sull’incidente avvenuto alla centrale nucleare di Krsko. L’autorità lo ha «classificato troppo presto come molto pericoloso» e lo ha subito notificato come tale al sistema di allarme europeo Ecurie, ha spiegato il direttore dell’ufficio sloveno per la protezione atomica, Marjan Tkavc. La notizia diffusa in Europa ha sollevato la paura di fughe di radioattività, che invece non ci sono state. Solo l’Austria è stata esclusa dall’allarme per via di un documento equivoco in cui si parlava di un’«esercitazione». L’Ente sloveno per la sicurezza nucleare ha ammesso che nel sistema di allerta sul guasto «è avvenuto un errore» e che la Slovenia «ha informato in modo non corretto» le autorità austriache. «In un primo momento è stato usato il modulo per le esercitazioni, ma dopo pochi minuti l’errore è stato corretto» ha spiegato il direttore dell’Ente Andrej Stritar. Il ministro austriaco per l’ambiente Josef Proll ha annunciato che chiederà spiegazioni su come sia stato possibile «che le autorità di Vienna abbiano ricevuto da Lubiana un avvertimento che indicava che si trattasse di un esercitazione, mentre nello stesso momento tramite il sistema europeo stato dato un allarme vero a livello europeo. Questa circostanza deve essere chiarita immediatamente e vogliamo sapere come è potuto accadere questa notifica contraddittoria». E ha aggiunto: «Non vi è certezza assoluta quando si tratta di energia nucleare». L’errore con l’Austria è dovuto a un formulario, usato solitamente per gli allarmi, in cui però compariva la dicitura «esercitazione».
Le difficoltà incontrate dalle autorità slovene nell’informare l’Europa si spiegano, secondo il direttore dell’ufficio sloveno per la protezione atomica, con la singolarità del problema insorto alla centrale: «Era in assoluto la prima volta che venivamo informati dalla centrale di un guasto al sistema primario di raffreddamento del reattore». Ciò è inusuale anche a livello internazionale per questo la preoccupazione iniziale era giustificata: quando era chiaro che tutto era sotto controllo, ha precisato, l’Ecurie è stato «informato a voce del revocato allarme».