Mezza Italia torna alle urne A Cagliari e Novara il voto slitta

Appuntamento rinviato nei due comuni dopo l’ammissione di partiti rimasti esclusi

da Roma
Andranno a votare più di 19milioni di italiani per cambiare le amministrazioni delle loro città, di otto province e di una regione sabato e domenica prossima, pronti a tornare alle urne per l’eventuale ballottaggio dei sindaci domenica 11 giugno. Resteranno a casa invece gli elettori di Cagliari e Novara. Per loro la data slitta in giornate diverse a causa della decisione del Consiglio di Stato che ha accettato in entrambi i casi ricorsi presentati da liste minori. Novara andrà alle urne il 4 e 5 giugno (eventuale ballottaggio 18 giugno) mentre Cagliari ancora più in là: i cittadini sceglieranno il sindaco e il consiglio comunale l’11 e il 12 giugno. Il ballottaggio scivola al 25, giorno del referendum confermativo sulle riforme costituzionali.
A Novara, dove il candidato sindaco della Cdl è l’uscente Massimo Giordano della Lega, a creare l’impiccio è stato il ricorso presentato e vinto dalla lista Libertas Democrazia Cristiana, che si presenta con un proprio candidato sindaco (che sono così sei), Luigi Torriani. Dovranno essere ristampati tutti i manifesti con le liste elettorali e le schede che stavano per andare in distribuzione. «È incredibile che una bega riguardante una lista che ha già avuto tutta la pubblicità possibile proprio grazie a questo ricorso, ci costringerà a votare già in periodo di vacanza estiva. Ma vinceremo ugualmente» commenta il segretario della Lega Nord del Piemonte, Roberto Cota.
E se a Novara lo slittamento non dovrebbe avere ripercussioni, diversa la situazione a Cagliari, dove ieri il governatore dell’Unione, Renato Soru, ha firmato il decreto del rinvio del voto a metà giugno. A innescare il meccanismo la lista Codacons-Colori della terra, che appoggia il candidato dell’Unione e che il Tar ha riammesso nella competizione. La legge impone quindi che anche questa lista abbia un congruo tempo per la propaganda elettorale. Altro comune dove potrebbe esserci il rinvio è Carbonia e il Tar sta ancora esaminando il ricorso della Rosa nel pugno. La partita di Cagliari è di quelle i cui risultati non sono affatto scontati e i risultati potrebbero capovolgere l’attuale situazione che vede l’uscente Emilio Floris, del centrodestra, ricandidato dalla Cdl.
La riammissione di una lista del centrosinistra non è certo vista con tranquillità, in una elezione che vede ben sei candidati-sindaco, anche se la vera partita è tra Floris e Gianmario Selis scelto dall’Unione con le primarie. Il centrosinistra punta sulla possibilità di conquistare anche la capitale dell’isola governata dall’Unione. A Cagliari si gioca quindi una partita considerata di rilievo per capire come e se muta il vento in queste amministrative dopo il pareggio alle Politiche.
La destra è sicura di vincere a Milano e punta su Napoli. Roma e Torino non dovrebbero rovesciare i pronostici e così rimanere alla sinistra. Queste le città principali dove si rinnovano i consigli comunali. Una la Regione al voto: la Sicilia, considerata senza particolari sorprese per il centrodestra. La partita è giocata tra Rita Borsellino, esponente di punta dell’Antimafia (sia per il nome che per la sua decennale attività in «Libera», l’associazione di Don Ciotti) e il governatore uscente Totò Cuffaro che ha garantito sino ad oggi al suo partito, l’Udc, il pieno di voti (malgrado sia sotto processo per favoreggiamento alla mafia). C’è un terzo incomodo, soprattutto per il centrodestra; si tratta di Nello Musumeci, il catanese già in An, famoso per essere stato sempre il più votato in Sicilia, anche rispetto a Fini, con il quale è entrato in rotta di collisione al punto che è uscito dal partito fondando Alleanza Siciliana, con forte connotazione autonomista. Le elezioni siciliane aprono una nuova fase nella Cdl perchè An perderà la poltrona di presidente dell’Assemblea Regionale (Guido Lo Porto uscente), la seconda carica istituzionale di rilievo dell’isola. A questo incarico si candida Gianfranco Miccichè, l’ex-ministro di Forza Italia che, se venisse eletto, ha già dichiarato di dimettersi da deputato nazionale. Una candidatura quella di Miccichè che dovrebbe servire a blindare il centrodestra in Sicilia e garantire l’isola alla Cdl.