Mezza Sestri Levante sceglie la sinistra

Andrea Lavarello si conferma sindaco di Sestri Levante col 58,44 per cento dei voti (grazie ai 5968 suffragi ottenuti al ballottaggio), ma il candidato del centrodestra Giuseppe Ianni si difende bene raggiungendo un risultato di notevole significato, il 41,56 per cento. Lavarello, 57 anni, medico oncologo, aveva dalla sua l’appoggio dichiarato del Partito democratico e di Italia dei valori oltre che di due liste civiche - Sestri al centro e Gente per Sestri - che hanno fatto muro al secondo turno contro Ianni, 34 anni, avvocato, sostenuto da Polo della libertà, Lega Nord e Udc, che ha totalizzato 4244 preferenze. La sfida finale è stata contraddistinta dal forte calo dell’affluenza; hanno infatti votato il 60,71 per cento dei cittadini sestresi aventi diritto, pari a 10511 elettori, mentre al primo turno i votanti avevano superato, seppure di poco, il 76 per cento.
Al candidato del centrodestra, dunque, non è stato sufficiente l’appoggio incassato al secondo turno della Destra-Fiamma tricolore, del Polo civico di centro e di una parte dell’elettorato delle liste «Città partecipata» e «Giacomo Rossignotti sindaco»; quest’ultimo raggruppamento aveva ottenuto un quinto dei voti al primo turno, sfiorando il ballottaggio. Sestri Levante ha voluto scegliere la continuità. Nel risultato può aver avuto un certo peso la considerazione dell’eventuale verificarsi dell’«anatra zoppa», la possibilità cioè di avere un sindaco senza maggioranza, in caso di vittoria di Ianni. Euforico il vincitore: «Battere il centro destra, visti i risultati delle ultime elezioni politiche - è il primo commento di Lavarello -, ha il duplice significato di conferma di positività dell’amministrazione comunale uscente ed anche i valori della società civile che non si possono impostare solo con slogan separatisti e spesso xenofobi».