«Mezzibusti» dal volto giovane

Anche l'occhio vuole la sua parte. Quindi ultima, ma non per importanza, la parte estetica del telegiornale. L'ambientazione, la scenografia. Caratteristiche che fanno parte della personalizzazione del programma.
Si cerca di ravvivarlo come si può. Non sempre è facile divulgare le brutte notizie con il sorriso. Le varianti sul tema non possono certo lasciare troppo spazio all'immaginazione. Ma c'è anche chi, come il Tg 7 di Telecity, presenta un tg «a due». Una coppia di conduttori, uomo e donna, che si «passano» le notizie. All'americana, per intenderci.
Gli altri sono tutti condotti da un solo giornalista.
Ma cambiano le location. Chi legge in piedi, magari con la città sullo sfondo, come in Primogiornale, chi seduto. Nel caso di Primocanale, naturalmente i frequenti collegamenti con le altre tre redazioni dei capoluoghi di provincia aiutano molto a mantenere il notiziario «in movimento».
Ma il movimento, anche registicamente parlando, può contribuire ad alleggerire l'alone di noia che un telegiornale rischia di portarsi appresso.
In molti casi (Tcn, Primogiornale), al termine dell'edizione, viene fatto un veloce e utile ripasso delle principali notizie. Rimangono ancora troppi speaker con una buona dose di còcina genovese, ma sulla dizione possiamo anche non andare troppo per il sottile.
Alcune situazioni meriterebbero però un po' più di attenzione. A volte le notizie - purtroppo - vengono «urlate» nelle orecchie del povero ascoltatore, altre volte raccontate trattenendo uno sbadiglio. Piccoli particolari che però, affinati, possono contribuire a rendere grande un tg.
In fatto di «tipologia delle notizie trattate» è difficile individuare per i notiziari quanto spazio venga precisamente utilizzato per questo piuttosto che per quel tipo di notizia. Quello che salta subito agli occhi è l'ordine in cui i fatti del giorno vengono riportati: chi da precedenza alla politica, chi alla cronaca. Tutto questo a meno che non ci sia una precisa volontà della rete di impegnarsi in un campo specifico dell'informazione. Ne è un esempio TelePace che, da statuto, punta volentieri i riflettori sulle novità dell'ambiente ecclesiale e diocesano del Tigullio.
Generalmente nei notiziari locali è la puntata della sera quella più curata, con tutta probabilità perché è statisticamente quella che registra un maggior numero di ascolti.
Il Tgr di Rai tre è letto da un solo giornalista, che ha alle spalle uno sfondo blu con il logo della rete. Ogni tanto cambia l'inquadratura e appare anche uno schermo con le immagini della notizia che viene lanciata, praticamente mai commentata.
Un ultimo dato: si registra un forte incremento della presenza dei giovani nelle nostre televisioni locali. Su molti siti si leggono avvisi di ricerca di giovani collaboratori.
I servizi dei telegiornali, le trasmissioni tematiche, sempre di più fanno passare attraverso lo schermo volti freschi e voci nuove. Idem come sopra per le redazioni.
Il lavoro e l'esperienza dei seniores ci sono alle loro spalle - e si vede - ma è indubbio che stiamo assistendo a un ricambio generazionale. Con tutto il rispetto per gli «anta» non sembra che alla Rai sia così.
Ci vuole tanta gavetta per arrivare ai «vertici», certo. Ma un po' di freschezza non può che giovare.
Sono tv giovani, che hanno voglia di crescere e stanno facendo di tutto per farlo. Anche attraverso un modo di comunicare fatti e notizie sempre più «gomito a gomito» con chi ne usufruisce.
Le reti liguri desiderano offrire un servizio che sia principalmente concreto al cittadino, il quale si sente attratto da un'informazione che percepisce, in qualche modo, come più vicina a se. Un'informazione che cerca, almeno, non solo di fare ascolti, ma anche di ascoltare la voce della gente.