Mezzo milione di cattolici in piazza contro i Dico

Per promuovere la famiglia un corteo guidato dai cattolici laici

da Roma

Le associazioni cattoliche sono pronte a scendere in piazza per manifestare contro il disegno di legge sui «Dico» e in favore della famiglia. L’idea di una massiccia manifestazione popolare in piazza San Giovanni a Roma era stata fatta balenare nei giorni scorsi dal vescovo Rino Fisichella, rettore della Lateranense e cappellano di Montecitorio in un’intervista al nostro quotidiano. Un’iniziativa della quale si discuteva da tempo nel Forum delle associazioni familiari, dopo l’accelerazione che aveva portato il governo a formulare il ddl per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali. Dopo il faccia a faccia tra il premier Romano Prodi e il segretario di Stato Tarcisio Bertone, lunedì scorso, l’idea di una manifestazione di piazza sembrava essere stata messa in forse: «La Santa Sede non ha intenzione di far cadere il governo Prodi», aveva assicurato il cardinale, spiegando che l’impegno per difendere la famiglia non doveva essere considerato come un’azione «politica» di attacco al centrosinistra, ma come la conseguenza della fedeltà alle indicazioni del Papa sui «valori non negoziabili».
Così, alcuni giornali, ieri davano per tramontata l’iniziativa, anche a causa dei dubbi di alcune delle 41 associazioni che compongono il Forum, considerate più vicine al centrosinistra, come le Acli, impensierite dal rischio di trasformare la manifestazione in un atto anti-governativo. Ieri è intervenuto il presidente del Forum, Giovanni Giacobbe, per chiarire, «di fronte al susseguirsi di ricostruzioni imprecise», che l’idea di scendere in piazza contro i «Dico» non è affatto tramontata, anzi: «Su iniziativa di alcuni movimenti, il Forum delle associazioni familiari promuove una riflessione sulle forme di partecipazione al dibattito pubblico sulla famiglia, non esclusa la possibilità di un corteo popolare, sotto la responsabilità esclusiva di noi laici. Il tutto per la promozione della famiglia e in presenza di un disegno di legge che oggettivamente la contraddice».
Che cosa è accaduto? Sembra che nelle ultime ore le associazioni più vicine al centrosinistra si siano rese conto dell’impossibilità di dire di no a una grande manifestazione in favore della famiglia (magari concepita come un grande happening positivo e propositivo). Mentre la Santa Sede e i vertici della Cei, che stanno ultimando la nota per i cattolici sui «Dico», non possono non tener conto delle istanze rappresentate da quella parte di laicato cattolico disposto a manifestare pubblicamente la sua preoccupazione per le sorti della famiglia. Nulla è deciso sulla data della manifestazione. L’ipotesi del 24 o 25 marzo era legata a una coincidenza: la mattina di sabato 24 marzo Benedetto XVI incontrerà i membri di Cl in una grande udienza in piazza San Pietro. Anche Kiko Arguello, fondatore dei neocatecumenali, nei giorni scorsi si era detto disponibile a portarvi migliaia di famiglie del suo movimento. «I tempi però sono troppo stretti – confida un autorevole esponente del Forum – perché è chiaro che una manifestazione di questo tipo funziona se in piazza c’è almeno mezzo milione di persone. E organizzarla non è facile, serve il coinvolgimento di tutte le associazioni».
Proprio ieri anche il presidente di Azione cattolica, Luigi Alici, respingendo con fermezza le accuse di doppiezza, ha tenuto a precisare: «Continueremo laicamente a dare un giudizio severo e preoccupato sui “Dico”».