Mezzo milione di lettori, una biblioteca

Ferruccio Gattuso

La battuta più efficace se l'è preparata il sindaco di Rozzano Massimo D'Avolio, e viene dalla penna della scrittrice belga Marguerite Yourcenar: «Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici». Cultura come cibo, e quindi vita. Il primo cittadino raccoglie i prevedibili consensi dell'uditorio riunito alla Triennale di Milano: tra le sue file, molti sono i bibliotecari, accorsi in uno dei templi laici della cultura milanese per festeggiare la neonata Fondazione Per Leggere delle Biblioteche Sud Ovest di Milano. Sono loro, insieme ai cittadini di 51 comuni dell'hinterland sudoccidentale - non potendoli citare tutti, bastino le due estremità alfabetiche: Abbiategrasso e Zibido San Giacomo - a beneficiare del grande progetto che punta ad unificare i cinque sistemi bibliotecari precedenti (Abbiategrasso, Rozzano, Corsico, del Magentino e del Castanese), integrandone completamente la gestione. La Fondazione è diventata operativa, ha un suo statuto, e si rivolge a un territorio pari a un terzo della provincia di Milano. Un «colosso» della fruizione culturale pronta a servire mezzo milione di abitanti. Una fatica progettuale che marcia da ben tre anni e che ha visto ufficialmente la luce nella cornice di un convegno dove Emilio Guastamacchia e Stefano Parise - rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione - hanno spiegato finalità e possibili sviluppi del nuovo sistema blibiotecario. Gli obiettivi della Fondazione sono duplici: consentire al maggior numero di cittadini di accedere senza troppi ostacoli burocratici ai libri e ai nuovi supporti multimediali e permettere ai bibliotecari - strumento umano indispensabile per l'accesso al materiale e soprattutto per la ricerca delle fonti - di lavorare meglio. Lo slogan è sintetico: accesso pieno e qualità. «Una categoria - spiega Emilio Guastamacchia - spesso frustrata dagli ostacoli burocratici e operativi nella comunicazione tra le biblioteche». L'unificazione nel progetto delle biblioteche sud-ovest di Milano ha portato alla costituzione di un centro di back office, con compiti di gestione interna e catalogazione centralizzata, collegato ai vari front office finalmente liberi di dedicarsi al potenziamento dei servizi di reference, cioè di risposta al pubblico. Tra le varie missioni della neonata Fondazione (creazione di un sito web, potenziamento del prestito inter-bibliotecario, gestione delle collezioni, aggiornamento professionale), la più affascinante è però anche la più impegnativa: promuovere una cultura della biblioteca a casa nostra.