Mezzo milione in piazza con An per dare l'avviso di sfratto a Prodi

Il popolo di Alleanza nazionale, ma non solo, in piazza per dire &quot;vaffa...&quot; al governo di centrosinistra. <a href="/a.pic1?ID=212977" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Meno tasse e più sicurezza per gli italiani, le proposte di An</font></strong></a>. Fini: &quot;Oggi un atto d'amore del popolo delle libertà. Noi al governo? non credo manchi molto&quot;. Gli auguri di Berlusconi. Tre maxi-cortei fino al Colosseo fra striscioni, slogan e cori. <a href="/a.pic1?ID=212976" target="_blank"><strong>Il tricolore di 700 metri e la &quot;mortadella-Prodi&quot;</strong></a>

Roma - "Quella di oggi non è stata solo una grande manifestazione politica ma un enorme atto d'amore di un popolo che ama la sua patria, un popolo che possiamo chiamare il popolo delle libertà". "Non credo mancherà molto...". Ipotizzando l'imminente ritorno del centrodestra al governo, Gianfranco Fini, riceve un boato di consenso dai militanti della manifestazione dei Fori Imperiali.

"Siamo il motore della Cdl" "Se vogliamo trarre un insegnamento dagli anni passati, dobbiamo aver ben chiaro che va battuta definitivamente quell'utopia secondo cui i lavori non hanno pari dignità. E' a destra e nella Cdl che possiamo dire con forza che tutto il lavoro merita rispetto, quello autonomo e quello no". Fini invita all'unità, a marciare tutti assieme per far ancdare a casa Prodi. "Questa grande manifestazione di popolo, questo atto d'amore deve essere per noi un trampolino di lancio. Da oggi - sottolinea - deve partire il nostro impegno per costruire il futuro, per pensare al domani e iniziare una stagione di protagonismo della destra, del nostro popolo, dei suoi valori, diventando un momento obbligato e centrale di confronto politico anche con gli alleati". Sono le parole con le quali Fini ha concluso il comizio. "Da qui parte il mio invito, il mio monito alla classe dirigente del partito - ha detto - per essere di esempio con un comportamento trasparente, sempre dalla parte della gente, all'insegna della legalità".

"Veltroni non è un modello" Il leader di An ha anche attaccato Walter veltroni: "L'attuale sindaco di Roma, che certo domani sarà leader del Pd, non può rappresentare un modello". "Roma un modello? E' un inganno la qualità della vita nella capitale è peggiore che altrove, la tassazione é la più alta d'Italia, la città è piena di insediamenti abusivi e di sbandati".

Gli auguri di Berlusconi Una manifestazione, questa di An a cui ha voluto augurare successo anche Silvio Berlusconi, come ha detto il suo portavoce Paolo Bonaiuti, che ha telefonato a Maurizio Gasparri: "Berlusconi si trova all'estero per un viaggio di lavoro - ha riferito Gasparri - ma ha incaricato Bonaiuti e Cicchitto di telefonarci per augurarci il successo ufficiale della nostra manifestazione". Gesto apprezzato, come ha sottolineato Ronchi "a conferma del fatto che in piazza non c'é solo An ma, idealmente, oltre all' Udc di Casini, anche Berlusconi e Forza Italia".

Ronchi: "Siamo mezzo milione" "Siamo tantissimi, più di mezzo milione, italiani venuti qui per dare lo sfratto al centrosinistra e a Romano Prodi. E' una manifestazione immensa". Il portavoce di An Andrea Ronchi, apre così gli interventi dal palco del Colosseo. E riassume il dato politico dei tre cortei che hanno attraversato come una fiumana Roma per dire "basta" al governo di centrosinistra, meno tasse e più sicurezza per gli italiani. Con una partecipazione che è andata al di là di ogni previsione. "Sventolate le vostre bandiere - ha esortato Ronchi - voi che avete dato vita a questa manifestazione commovente, fortemente voluta dal nostro presidente Gianfranco Fini, che intende parlare non solo al nostro popolo ma a tutti quegli italiani e italiane che continuano a sperare, che vogliono cambiare l'Italia e che non si rassegnano al declino in cui il centrosinistra l'ha portata".

Fini: manifestazione aperta a tutti "E' una manifestazione aperta a tutti, con tantissime persone". E' stata l'unica dichiarazione che il leader di An, Gianfranco Fini, ha fatto nella sua breve apparizione in piazza della Repubblica. Appena arrivato, Fini si è lasciato fotografare insieme con il responsabile della federazione romana, Gianni Alemanno; poi, salutato dall'applauso della folla, ha indossato un casco ed è salito su una motocicletta che l'ha portato in piazza Indipendenza da dove partirà il terzo corteo. La moto della scorta, che lo seguiva, ha fatto pochi metri e si è fermata per un problema tecnico mentre Fini proseguiva a bordo di un'altra moto guidata da un altro uomo della scorta. La seconda moto è ripartita poco dopo. Staffetta in moto anche per Ignazio La Russa e Gianni Alemanno che, indossato il casco, hanno lasciato il corteo principale in via Cavour per raggiungere quello di piazza San Giovanni o di piazza Indipendenza.

La mussolini in testa è "retrocessa" Alessandra Mussolini, figliol prodigo che oggi torna a sfilare con i colleghi di An sotto le bandiere della sua Azione Sociale, si impadronisce svelta della testa del corteo, in rosso e con procace scollatura. Per qualche centinaio di metri è lei a guidare, applauditissima, nella confusione generale e nello sventolio di bandiere. Ma Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri se ne accorgono, vanno a parlottare, le chiedono di fare qualche passo indietro e di abbassare le sue insegne. Così Alessandra viene "retrocessa" ma resta fieramente in capo al lungo serpentone che da piazza Indipendenza sta per raggiungere il Colosseo.

Gli slogan di Azione giovani Durante il corteo di Azione Giovani vengono scanditi slogan soprattutto contro il presidente del Consiglio: "Prodi boia" e "Prodi pupazzo, scendi dal palazzo". Ma ce n'é anche per il ministro dell'Università: "Mussi buffone". Mentre altri slogan sono scanditi a favore della patria: "Finché vivrò amerò una sola bandiera, e sarà quella italiana, per questo lotterò". Tra gli striscioni campeggia quello del circolo romano Borgata Pinarelli che dice "la Roma di Veltroni non esiste". "Prodi Prodi vaffa..." E'lo slogan che viene spesso ripetuto nel corteo di An partito da Piazza della Repubblica, un corteo quasi silenzioso, dal quale si alza ogni tanto uno slogan su tutti, che prende di mira, come le t-shirt e molti striscioni, il presidente del Consiglio. Dalla folla partono sporadicamente cori tipici della destra. Pochissimi sono anche i megafoni e i fischietti. La maggior parte dei partecipanti sfila in silenzio.

La Brambilla: qui con migliaia dei miei "Sono qui con migliaia dei miei circoli". MIchela Vittoria Brambilla è raggiante e segue, confusa tra la gente in coda al corteo partito da piazza della Repubblica. "Una manifestazione per la quale dò 10 e lode ai miei amici di Alleanza Nazionale, che hanno organizzato questo grande eventi su due problemi declassati da Prodi: la sicurezza e il peso delle tasse sugli italiani". "Naturalmente Berlusconi condivide la mia presenza qui - dice - io sono solita consigliarmi con lui e confrontarmi su ogni mia decisione. Non perché non sia autonoma ma perché lo stimo moltissimo e cerco sempre il suo parere. Lui sulla mia presenza qui oggi era assolutamente favorevole e anzi mi ha pregato di portare i suoi saluti". E MVB anticipa che non salirà sul palco del comizio finale. "Gentilmente mi hanno dato il pass, ma non vado, perché è una manifestazione di An, anche se condivisa da tutto il centrodestra, ed è giusto che sul palco ci stiano loro". "Io ho portato il mio contributo con una massiccia presenza dei circoli. Dal Lazio ne sono venuti spontaneamente moltissimi e ho organizzato pullman da Campania, Puglia, Umbria, Abruzzo, Toscana ed Emilia Romagna".

I giovani di colore: fatti e non elemosine per l'Africa Nel corteo di Piazza della Repubblica sfila anche, dietro lo striscione "Circolo della libertà'', un gruppo di una quindicina di giovani di colore, impegnati nello sviluppo dell' Africa, provenienti da Roma, Milano e Ravenna. "Occorre promuovere l'impresa per rompere il circolo della povertà - sostiene uno di loro - con la creazione, ad esempio, dei centri di orientamento e di promozione imprenditoriale in Africa". Secondo un altro membro della delegazione, "l'Africa non ha più bisogno di elemosine, vogliamo cose concrete, una solidarietà responsabile".