Mezzo secolo con Sharon Stone, star sexy dal cervello tagliente

Madrina della lotta all'Aids, tra le 100 dive più sensuali del cinema, festeggia il suo cinquantesimo compleanno: "Quando mi rivedo in Basic instinct mi sembro mia figlia"

Milano - Fra quattro giorni Sharon Stone compie cinquant’anni e, fosse per noi, derubricheremmo la notizia alla voce «chi se ne frega»... Ma, si sa, il giornalismo ha le sue ragioni che la ragione non conosce... Del resto, è da qualche anno che il mezzo secolo di Sharon tiene banco sulla carta stampata, una sorta di conto alla rovescia cominciato allorché, quattordici anni dopo Basic Instinct, la bionda attrice girò il sequel: «Non riesco a credere che sia del 1992 - disse allora - quando mi rivedo mi sembro mia figlia». Interrogata sulla possibilità di un Basic Instinct 3 saggiamente replicò: «Lo dovremmo ambientare in una casa di riposo». Il film era francamente brutto, lei francamente ancora bella.

Sulle cinquantenni esiste la stessa retorica che c’è sulle ventenni, sulle trentenni, sulle quarantenni: ogni età infatti difende con forza ciò che ha e si mostra distaccata e/o velenosa nei confronti di quello che ha perso o che non ha ancora conosciuto. La Stone lo sa e si comporta di conseguenza: «Con gli anni le donne sono più sexy e migliori amanti. E anche più altruiste» ha dichiarato. «Non ci si preoccupa solo di quanto sia cadente il proprio sedere. Una donna di trent’anni non regge il paragone. Meglio quelle dai quaranta in su». E ancora: «La mezza età è per me un periodo di apertura mentale» ha detto in un’intervista televisiva per spiegare il perché di una improvvisamente sbocciata bisessualità. Chissà dove potrebbe portarla una operosa vecchiaia...

Al di là delle banalità appena ricordate, la Stone è intelligente. Non tanto e non solo per il famoso quoziente intellettivo che le valse un’iscrizione universitaria a quindici anni, ma perché solo una persona intelligente riesce a trasformare un’attrice non particolarmente dotata in una sorta di icona e di monumento a sé stessa. Dei quaranta e passa film girati in un quarto di secolo, se ne salvano un paio e poco più, eppure Sharon è Cavaliere delle arti e delle lettere in Francia, due anni fa è stata invitata dal premier israeliano Peres a perorare la pace con i palestinesi, è da quasi dieci anni madrina dell’Amfar, l’associazione per la lotta contro l’Aids, è stata inserita nelle 100 attrici più sexy della storia del cinema e nelle 25 playmate del secolo fra quelle apparse sul mensile Playboy, un suo bacio all’asta è arrivato alla cifra record di 50mila dollari...

Nonostante i genitori siano irlandesi, di Gelway, e i suoi figli abbiano dei nomi celtici, Roan e Leird, Sharon è per molti versi un tipico esemplare americano. È in possesso di una licenza per celebrare matrimoni, si è convertita al buddismo, fa collezione di premi umanitari, non è contraria alla chirurgia plastica... È stata sposata due volte, un produttore cinematografico il primo marito, un giornalista il secondo, l’ultimo fidanzato di cui si ha notizia era un giocatore di basket professionista più giovane di lei di una dozzina d’anni, a dimostrazione che si difende l’età che si ha ma si cerca, quando è possibile, di trovarsi qualcuno o qualcuna che non si addormenti al nostro fianco...

Sembra che il suo «abc della seduzione» contempli «l’A di afrodisiaco, il B di brain, il C di carisma». Sul brain, ovvero il cervello, la Stone insiste molto ed è sua la frase «avere la f... e un punto di vista è considerata una combinazione troppo pericolosa». Nel 2001 un aneurisma cerebrale ha rischiato di lasciarla paralizzata se non di mandarla all’altro mondo. «Da allora - ha detto - per me è cambiato tutto. Mi sono rimasti gli amici, la famiglia. E i miei pigiami di flanella».
Basic Instinct 2 ai botteghini è stato un flop e per la sua interpretazione lei ha addirittura vinto il premio come peggiore attrice dell’anno... In compenso, due ruoli non da protagonista, uno in Broken Flowers di Jim Jarmush, l’altro in Bobby, di Emilio Estevez, ne hanno rivelato qualità attoriali prima di allora rimaste nascoste, ovvero non ancora maturate. E questo magari, in positivo, può essere messo nel conto dell’età.

Che altro? Le piacerebbe interpretare Amleto al cinema, ma non nei panni di Ofelia, in quelli proprio del «pallido prence»: Essere o non essere, questo è il problema... Ai tempi di Basic Instinct, lo scrittore spagnolo Manuel Vazquez Montalbán, il creatore dell’investigatore-gourmet Pepe Carvalho, le scrisse una lettera aperta che diceva così: «Mi sono innamorato di lei a partire dal momento in cui accavalla le gambe davanti ai poliziotti, uomini strozzati da quel tumore del desiderio provocato di solito dalle donne che allargano le gambe per insinuare di essere in possesso della porta stretta che conduce alla città dolente». Un po’ contorto e un po’ retorico, ma rende l’idea. Buon compleanno.