Da mezzo secolo solo lacrime e sangue

Da mezzo secolo sta scritto che ogni significativa conquista del vecchio Balordo venga effettuata - se e quando il cielo si degni di concederne benevolmente l'opportunità - attraverso inenarrabili patimenti intrisi di lacrime e sangue. Mi fanno ridere i foresti che superficialmente si permettono di accusare i genoani di essere pessimisti di natura, «a prescindere», di concetto. Ma lo sanno, costoro, cos'hanno dovuto sopportare i genoani nell'ultimo mezzo secolo? Lo sanno che il Genoa nato nel 1893, il più antico club calcistico dello Stivale il cui stendardo si fa vanto di 9 scudetti tricolori, in 61 campionati disputati dal 1946 ad oggi ha obbligato i propri supporters a sorbirsene 35, di cui gli ultimi 12 in fila, lontani dai campi della serie A? Se l'Inferno è l'assenza di Dio, cos'è per il vecchio Balordo l'impietoso miraggio della serie A? Lo sanno, costoro, che il Grifone è tuttora paradossalmente costretto a masticare l'erba amara della serie B pur essendosi guadagnato sul campo due promozioni negli ultimi due campionati?
D'altronde, stavolta la banda Gasperini l'ha fatta particolarmente grossa. Scrivevo martedì scorso, in vista della trasferta di Mantova: che privilegio sapere infine di essere arbitri di se stessi, poter dipendere esclusivamente dalle proprie forze! Però se poi riesci a perdere all'ultimo secondo dei 4 minuti di recupero, in superiorità numerica da 40 minuti, dopo che i tuoi attaccanti si sono mangiati 5 palle gol (a zero), perché permetti a Tarana - ripeto Tarana, non Maradona - di saltare cinque tue statuine di marmo, che debbono pensare gli oltre 6 mila tifosi che avevi al sèguito e le centinaia di migliaia che trepidavano da casa? Di essere in preda a una maledizione di tipo Tutankhamon?
Grazie alla migliore differenza reti, anche soltanto col pari di Mantova al Genoa sarebbe poi bastato il pari casalingo con il Napoli per essere direttamente promosso con la Juventus. Ora invece il pareggio sarebbe sufficiente al Napoli: per condannare il Grifone alla tortura dei play-off. E Gasperini dovrà fare a meno del miglior difensore (l'Under 21 Criscito) e dell'attaccante più positivo (lo squalificato Gasparetto) contro un avversario duro da rodere, visto che gli è riuscito di vincere per ben 13 volte per 1-0. Altro che gemellaggio, promozione a braccetto e sdolcinerie del genere! Sarà ordalia all'ultimo sangue, perché i play-off nella calura di fine giugno, crudele corollario di un campionato stressante al cubo, sono una pena da non augurare ai peggiori nemici. A meno che…
A meno che la Triestina a Piacenza non riesca ad inchiodare sul pari la squadra di Inchini che sarà forzatamente priva di 6 o 7 titolari a cominciare dal fondamentale Nocerino. Gasperini ha inveito contro l'arroganza di Casiraghi («messo lì per caso!») che gli ha stancato Criscito (peraltro il miglior rossoblu in campo a Mantova) con l'Under 21. Stavolta - parafrasando Don Lisander - la falce di Casiraghi pareggerà tutte l'erbe del prato del Piacenza, che dovrà vincere e basta contro la Triestina se vorrà far vivere i play-off. Hai visto mai che una volta tanto Tutankhamon si mettesse una mano sulla coscienza?
Intanto, in attesa del derby prossimo venturo, che manca a Genova da troppi - troppi! - anni, oggi la Sampdoria presenta il nuovo responsabile tecnico, Mazzarri. Che si chiama Walter come Novellino, è bravo come Novellino, è anche più vispo e incazzoso di Novellino. Sono molto curioso di udire cosa avrà da dire. La speranza è che, nei confronti della Presidenza, Mazzarri riesca a far valere la forza contrattuale che fu il valore aggiunto di Novellino al proprio avvento in blucerchiato.