Mezzogiorno, crescono imprese e occupazione

da Milano

Poche, legate ai settori tradizionali del made in Italy, con scarsa tecnologia e pochi brevetti, ma in crescita per presenza ed esportazioni. È il quadro sulle medie imprese del sud fornito dall’indagine Mediobanca-Unioncamere presentato a Napoli. Il rapporto individua 292 medie imprese nel Mezzogiorno (di cui 80 in Campania, circa 30 a Napoli) ma solo il 7% del totale nazionale delle imprese è di media dimensione (3.966). Tra il 1996 e il 2002 il numero è aumentato più velocemente rispetto ad altre regioni: circa il 14% delle 557 nuove avevano sede al sud. Nello stesso periodo le aziende meridionali, che sono diffuse in prevalenza in Campania, Puglia e Abruzzo, hanno registrato performance più brillanti rispetto alla media nazionale anche in termini di valore aggiunto (+40,1% contro +32,3% medio italiano), export (+90,4% contro 40%) e di numero di dipendenti (+25,8% contro +16,2%). Dopo il 2002 la crescita è rallentata con il fatturato che è aumentato del 3% nel 2003 ed è poi rimasto stazionario nel 2004 per la frenata sul mercato interno. Le esportazioni si sono invece costantemente incrementate al ritmo del 3% annuo e le stime per il 2005 confermano questo passo. «Negli ultimi anni il Mezzogiorno ha corso più del resto d’Italia - ha spiegato il curatore della ricerca Fulvio Coltorti di Mediobanca -. Anche se permangono tutti gli aspetti dell’incertezza sull’economia italiana, ci sono aspetti che confermano le tendenze già emerse a livello macro. Il Sud, negli anni che vanno dal 1996 al 2002, è stato più dinamico e questo si nota anche a livello di medie imprese. Sono ancora molto poche, ma negli ultimi sei anni sono cresciute ad un ritmo molto più veloce di quello del nord est, del centro e del nord-ovest. L’economia meridionale si è molto risanata, si nota anche dai crediti bancari. La crescita oggi è più virtuosa di quella degli anni passati».