Mezzogiorno, ora il governo cerca un accordo Tremonti: "Basta critiche da parte di Miccichè"

L'Mpa sfida il governo: "Di concreto per il Sud abbiamo visto ben poco". Domani il premier incontrerà i ministri per stendere il piano di rilancio. Il ministro Tremonti sbotta: "Basta attacchi". Ma Bossi minimizza: "Conflitto tutto siciliano"

Roma - L'Mpa non molla l'osso. La questione meridionale è tornata di moda. E così, dopo il palladiano "parlamento del Nord" della Lega, è in vista il "parlamento del Sud" del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo. "Di concreto per il Sud abbiamo visto ben poco. Siamo convinti - spiega il responsabile del dipartimento Welfare e Sanità del Mpa Arturo Iannaccone - che la questione meridionale vada posta con maggiore efficacia e determinazione". Intanto, a Roma, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi porta avanti la stesura di un piano per il Mezzogiorno: domani incontrerà i ministri competenti. E proprio gli uomini vicini a Miccichè fanno capire che una "tregua" è stata siglata: "Aspettiamo martedì, noi Berlusconi lo vogliamo bene, è il nostro padrino...".

Un piano Marshall per il Sud Parlando davanti a un aperitivo alla buvette, Berlusconi si è mostrato conciliante: "Sto lavorando per l’unità, dobbiamo andare avanti tranquilli, per il Sud stiamo trovando buone soluzioni". Il premier dunque continua a lavorare per un progetto sul Mezzogiorno e domani incontrerà i ministri competenti. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha chiesto anche che si riunisca al più presto il Cipe per cominciare a fissare le prossime mosse. Il piano sarebbe legato a progetti concreti sul territorio. Chi ha sollevato la questione del Meridione comunque si aspetta qualcosa già martedì quando il dl anticrisi dovrebbe tornare alla Camera. Il ministero dell'Economia, Giulio Tremonti, invece, avrebbe fatto notare di aver sempre pensato al Sud e di non capire il motivo dei continui attacchi portati avanti da Gianfranco Miccichè o di una sua possibile nomina a ministro del Meozzogiorno.

La questione meridionale Il Cavaliere e il Senatùr si sono incrociati più volte alla Camera: sia in Aula sia in Transatlantico. Il Cavaliere ha invitato il leader del Carroccio a fare un salto in Abruzzo dove - ha assicurato - le case per i terremotati saranno pronte prima dell’inverno. Bossi gli ha spiegato che secondo lui non esiste una questione sud, ma si tratta di un conflitto tutto siciliano e, infatti, ha invitato Berlusconi a lavorare anche in questa direzione. Il tema sud, comunque, è sempre all’ordine del giorno: questa mattina una ventina di parlamentari convocati da Amedeo Laboccetta (Pdl) ha redatto una lettera indirizzata proprio a Tremonti per chiedere un incontro e suggerire al responsabile dell’Economia di avere un atteggiamento più aperto con i "meridionalisti".

Il "parlamento del Sud" Mentre da una parte plaude al piano avanzato dal premier, dall'altra l'Mpa forza la mano proponendo l'apertura di un parlamento del Sud. "Non si tratta più soltanto di rappresentare le rivendicazioni delle popolazioni meridionali sulle quali grava il peso enorme del divario economico con il Nord del Paese - argomenta ancora Iannaccone - ma di rispondere alla necessità di far emergere una nuova classe dirigente che sia intensamente caratterizzata dalla dimensione culturale, valoriale e dalla consapevolezza delle enormi difficoltà economiche del Mezzogiorno". Secondo l'esponente dell'Mpa, infatti, "il parlamento del Sud deve assolvere a questa funzione, coniugando la dimensione politica e la specificità tecnico-economica della questione meridionale". "Se il governo non cambierà rotta e se il Meridione sarà ancora penalizzato dalle scelte maturate nel chiuso del consiglio dei ministri, il Sud con il suo parlamento - conclude - sarà costretto ad assumere posizioni ben più radicali".