«Mi batto per una città creativa come quella degli Anni Ottanta»

«Milano vivibile non è un sogno impossibile». L’azzurro Stefano Pillitteri, figlio e nipote d’arte (suo padre è l’ex sindaco Paolo, lo zio era Bettino Craxi), respira da sempre passione politica e cultura riformista. «Continuerò a battermi perché la città possa tornare a essere creativa, produttiva e ottimista come era negli anni Ottanta». Una convinzione proiettata nel futuro attraverso i due grandi temi del traffico e della casa, al centro del suo impegno già negli scorsi cinque anni in consiglio comunale.
Presidente della commissione Trasporti, ha spinto molto sul tunnel sotterraneo per le auto Garibaldi-Certosa e sul potenziamento delle linee metropolitane. Promette che sarà solo l’inizio di una rete di comunicazione del sottosuolo: «Le circonvallazioni e le metropolitane sotterranee sono il modo migliore per alleggerire il traffico senza penalizzare i cittadini e gli automobilisti. La giunta Albertini ha già dato il via, io assicuro la convinzione necessaria per andare avanti». Così come sotterranei e ricoperti di alberi e aiuole devono essere i parcheggi: «Conciliano le esigenze del traffico con quelle dell’ambiente».
Socialista per scelta profonda oltre che per nascita, è sicuro che il posto degli eredi del Psi oggi non possa che essere in Forza Italia. Pillitteri ritiene il tema della casa una delle sfide principali del riformismo: «Sono necessarie case a prezzi accessibili, da realizzare in edilizia convenzionata. Risolvere l’emergenza abitativa, che colpisce soprattutto giovani e anziani, è una priorità assoluta».
Appassionato di musica («lirica ma anche canzonette») e di arte, pittore («ahimè dilettante...»), sogna che Milano torni a essere la capitale italiana della cultura: «È stato fatto molto e bene per le grandi strutture come la Scala e la Triennale. Adesse sarebbe bello anche rilanciare gallerie e arte di strada. Come accadeva un tempo con Pomodoro, Mitoraj e Cascella».