"Mi fecero versare dei contributi a Italianieuropei"

L'imprenditore Pio Piccini racconta del controllo delle intercettazioni delle procure affidate a
Finmeccanica e alla sua società per il tramite di Morichini, storico
braccio destro di D’Alema

Gian Marco Chiocci - Patricia Tagliaferri

Dottor Piccini com’è questa storia del controllo delle intercettazioni delle procure affidate a Finmeccanica e alla sua società per il tramite di Morichini, storico braccio destro di D’Alema? Lei è stato a lungo interrogato, si parla di false fatturazioni alla fondazione Italianieuropei...
«Nello specifico l’interrogatorio ha riguardato la bancarotta fraudolenta di Agile. Nel merito si tratta della vendita di Omega al gruppo Liori-Mascia, con tutti i risvolti penali che ne sono scaturiti».

E cosa c’entra la bancarotta della sua società con il business delle intercettazioni delle procure?
Col sequestro dei documenti gli inquirenti sono risaliti al mio interesse per un’operazione che stavo facendo con Finmeccanica. Un’attività che durava da almeno due anni e aveva portato ad un accordo quadro. Riguardava l’appalto del ministero della Giustizia che poi, per quanto ne so, non è andato in porto. Si trattava di un appalto finalizzato alla gestione unica delle intercettazioni di 29 procure. Doveva partire poi a un certo punto tutto si è fermato. Se mi chiede perché s’è fermato le dico che non ne ho la più pallida idea».

E cosa c’entra Morichini? Leggendo il suo verbale traspare un aiuto diretto per accreditarsi con Finmeccanica, direttamente col presidente Guarguaglini...
«Sì, effettivamente mi aveva dato una mano. Era un ex Ina Assitalia, è diventato consulente e mi aiutava in determinati rapporti anche con Finmeccanica. Credo che abbia un’agenzia di assicurazioni sul litorale romano, e comunque si occupa di intrattenere relazioni con grandi strutture e sfrutta le sue conoscenze personali. Diciamo che alla fine non mi è stato granché utile».

Ha incontrato il presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini?
«Sì»

E D’Alema ne era al corrente?
«Direttamente non lo so. Morichini diceva di sì».

Nell’interrogatorio i pubblici ministeri fanno riferimento al versamento di contropartite economiche, che peraltro lei conferma, in caso di appalti andati a buon fine. E parlano di contributi versati alla fondazione di Massimo D’Alema.
«Risponde a verità la seconda parte della domanda. Sono contributi regolarmente iscritti a bilancio. Ho dichiarato tutto».

I suoi rapporti con Massimo D’Alema? Prima dice di averlo visto una volta, poi tre, alla fine si scopre che le volte sono state cinque...
«L’ho visto in tutto due o tre volte, non ricordo bene. Si trattava di rapporti formali e mai di contenuto».