«Mi fidavo di lui, mi ripeteva di stare tranquillo Invece mi ha tradito»

Ha saputo tutto dalla televisione. La lunga giornata di lavoro a Milano era terminata, era in un bar con altri operai e stava per mangiare qualcosa; poi ha chiesto di poter guardare «Chi l’ha visto?» e la tragica verità ha cancellato speranze e illusioni che si rincorrevano da 42 giorni.
Lui, Giacomo Scazzi, 56 anni, padre di Sara, è tornato ad Avetrana, il paese lasciato per andare a fare il muratore al Nord, il paese che s’è portato via il futuro di una ragazza di quindici anni assassinata dallo zio, Michele Misseri. «Quello deve pagare e basta», ha detto Giacomo ai microfoni di «Studio Aperto» appena messo piede all’aeroporto di Brindisi, prima di raggiungere la casa di Avetrana in via Verdi insieme al figlio Claudio.
Quando Sara è scomparsa il padre era in Puglia: stava trascorrendo le ferie dopo un anno di lavoro al Nord, dove si era trasferito ormai da anni. In passato era stato in fabbrica, alle dipendenze di un’azienda dell’indotto Italsider, come tanta gente della provincia di Taranto. Poi Sara è stata inghiottita in quei vialoni assolati e silenziosi dove di pomeriggio non si muove una foglia, e lui per diverse settimane non si è mai mosso: ha seguito le indagini con discrezione, si è mantenuto ai margini di quel vortice di ipotesi che si era scatenato attorno alla sorte della ragazza. «Pensavo che qualcuno l’avesse portata via, pensavo a un rapimento». No, Giacomo non immaginava che nel mistero di Sara potesse celarsi l’ombra di un mostro di famiglia. E tanto meno ipotizzava che potesse essere stato proprio lo zio, lui che in questo minuscolo centro della provincia di Taranto è conosciuto come un gran lavoratore, uno che si alza alle 4 del mattino per andare nei campi. Gli stessi campi in cui ha nascosto il cadavere della nipote.
Adesso è in carcere e ad Avetrana si mescolano rabbia e dolore. «Non ho mai sospettato di lui, quando veniva a casa parlavamo delle ricerche e mi diceva di stare tranquillo, ripeteva che tanto i carabinieri l’avrebbero trovata», dice il muratore. Il quale ricorda il giorno del funerale del suocero, quando proprio Misseri era accanto a lui in chiesa. «Ma come si può?», si chiede il padre di Sara. «Si comportava da amico, non avevo mai avuto problemi con lui». È ancora incredulo, Giacomo Scazzi, travolto dalle ultime rivelazioni che raccontano l’orrore. «Non riesco a capire, vorrei sapere perché l’ha fatto, mi ha tradito».
L’ultima volta che ha sentito la figlia è stato proprio il giorno della scomparsa, il 26 agosto. La ragazza aveva preso appuntamento con la cugina, Sabrina. «Mi ha detto che andava al mare, come faceva sempre», racconta Giacomo.
Il 2 ottobre, mentre le ricerche di sua figlia proseguivano senza esito, era stato costretto a tornare a Milano. «Altrimenti perdo il posto», aveva spiegato prima di partire. Ma in tutto questo tempo non ha mai smesso di sperare. Fino all’altra sera, quando la tv gli ha annunciato la tragedia.