«Mi hai tradito, ora devi morire» Nigeriana uccide l’ex tra la folla

Prima il violento litigio, poi la coltellata fatale al torace

Silvia Villani

La scorsa settimana, in preda ai fumi dell’alcool, aveva frantumato la vetrina di un negozio di alimentari di un suo connazionale e aveva tirato calci e pugni contro gli agenti del commissariato di Sesto San Giovanni intervenuti in via Breda. Il negoziante, secondo lei, andava punito perché aveva presentato un’altra donna al suo ragazzo. Condannata a tre mesi con la condizionale, la sua pena era stata sospesa. Sette giorni dopo, rosa dalla gelosia, Rose Igbinokhar, ventinovenne nigeriana, ha ucciso in via Marelli il suo fidanzato, un ragazzo nato in Mozambico da un genitore italiano. Quando lo ha avvicinato ha infatti cominciato a urlare ai presenti «deve morire perché mi sta tradendo». Roques Joao Soberano, che tra poco più di un mese avrebbe compiuto trentasei anni, nonostante avesse chiesto ai passanti di chiamare la polizia perché era convinto che la donna lo avrebbe ucciso, non ha cercato di difendersi. Numerosi colpi al collo e al torace hanno così messo fine alla sua vita. È morto all’ospedale Niguarda cinque ore dopo.
Erano da poco passate le 18.30 quando al centralino di via Fiume è giunta una segnalazione. «Una donna sta cercando di uccidere il suo fidanzato» - ha detto un passante. Immediato l’intervento degli agenti che sul posto hanno trovato Roques Joao Soberano a terra, in un pozza di sangue e privo di conoscenza. A pochi metri di distanza Rose Igbinokhar stava cercando di fuggire. Secondo una prima ricostruzione delle forze dell’ordine che hanno ascoltato due italiani e un egiziano che hanno assistito all’omicidio, la ventinovenne irregolare si è avvicinata alla vittima cercando di colpirlo con un grosso coltello da cucina mentre gli urlava che avrebbe dovuto pagare il tradimento con la vita. Resosi conto che il trentaseienne non reagiva, il nord africano è corso verso la donna e l’ha disarmata. Poi ha afferrato il cellulare per chiamare le forze dell’ordine. Nessuno credeva che nella borsetta la nigeriana avesse nascosto un secondo coltello con il quale ha colpito più volte l'ex amato tra lo sgomento dei passanti. Rose Igbinokhar, in carcere a Monza per omicidio premeditato, è stata anche denunciata per porto abusivo d’armi e danneggiamento aggravato dato che, al momento del fermo, ha rotto a calci la portiera della volante. Nella sua borsa sono state trovate tre forchette, la foto della vittima vicino a una statuetta votiva e alcun i numeri de «La torre di guardia», la rivista dei Testimoni di Geova. Legati a uno orologio sono stati rinvenuti anche una treccia e alcune ciocche di capelli.
Giunti in commissariato, la polizia si è resa conto che la clandestina era la stessa persona che una settimana prima aveva rotto la vetrina di un negozio di un suo connazionale. L’uomo, secondo la nigeriana, andava punito perché aveva presentato a Roques Joao Soberano un’altra donna della quale sembra che lui si fosse invaghito.