«Mi hanno preso tutto. Che ne sarà di noi?»

6.10.1939
Verso le 4 (ora di Mosca) del mattino ci hanno condotti al rancio: zuppa di cavoli, pane, tè. Ho mangiato a sazietà. Verso le 7 ci siamo lavati con l’acqua calda vicino ai vagoni. Poi abbiamo intonato il Kiedy ranne. Verso le 9 siamo partiti da Kiev. Dal treno osservavamo la città, abbiamo attraversato il Dnepr. Non hanno dato da mangiare, solo alle 18.30 siamo arrivati a Cernigov. Cena: minestra con pasta, patate... Dove stiamo andando non si sa, siamo fuori dalla mappa già da un bel po’. Il viaggio è sfibrante, la stanchezza è evidente in tutti. Io in qualche modo reggo. Marys’, se potessi farti sapere che sono ancora vivo... Fa un freddo terribile, non si riesce a lavarsi e il sudiciume si accumula.
22.4.1940
C’è qualcosa nell’aria, cara Marys’. Partenze... Partiti 342 non si sa per dove. Ci trasferiscono ancora. Ho fatto un brutto sogno. Stamattina c’è stata la funzione religiosa. Partenze. Marysien’ka mia amata, se solo potessi farti sapere che parto anch’io e desidero ricevere una lettera da te... Via altri 4.500. Non si conosce la destinazione, magari ci rilasciano, mia cara. Nel pomeriggio altre partenze. Sono abbattuto. Sono stato al film Ruslan e Ljudmila. Nel pomeriggio, dopo la perquisizione, mi hanno portato con le camionette fino al binario morto sui convogli carcerari, uno scompartimento con 15 persone diviso in celle. Il treno è partito verso la 1.30. Alle 12 a Smolensk.
Marian Gasowski
Appunti dal calendario tascabile
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14.10.1939
Cena tardi a causa della commissione che ha condotto gli interrogatori: hanno preso anche i documenti, i taccuini, gli orologi d’oro e d’argento... Il mio taccuino s’è salvato perché era nascosto da un’immaginetta di santa Teresa. Iniziamo a sistemare le brande, perciò il nostro vegetare qui durerà a lungo. Il vitto è piuttosto misero. Il pane ci mantiene in forza.
9.4.1940
Domenica mattina. Devo fare i bagagli! Dopo la perquisizione, alle 16.55 (ora polacca 14.55) abbiamo lasciato i muri e il filo spinato del campo di Kozel’sk. Ci hanno fatti salire nei convogli carcerari. Non ho mai visto in vita mia simili convogli, dicono che il 50% dei vagoni in Urss fra i treni viaggiatori siano di questo tipo. Con me viaggiano una dozzina di persone, e c’è posto al massimo per 7. Le 5 meno un quarto. Sveglia nei vagoni prigionieri e preparazione all’uscita. Lì attendono le camionette.
Le 5 di mattino. Dall’alba, è iniziato un giorno un po’ strano. Ci hanno caricato in una camionetta divisa in celle (terribile!). Ci portano da qualche parte nel bosco, una specie di casa di villeggiatura. Perquisizione dettagliata. Mi hanno preso l’orologio che indicava le 6.30 (8.30). Mi hanno preso i rubli, il passaporto, il temperino. Che ne sarà di noi?

Appunti su due taccuini