Mi ricorda Sacchi Venerato dai tifosi

Hanno ragione gli inglesi, che di calcio s'intendono: José Mourinho è un tipo speciale. Il portoghese mi ha stregato il primo giorno, quando si è presentato ad Appiano Gentile sfoderando un italiano efficace e replicando al giornalista londinese in modo efficace, «non sono un pirla», per respingere il tentativo scoperto di sospingerlo sul terreno minato di Lampard. Mi ha colpito il suo modo, schietto, di parlare prima ai giocatori, in privato, e poi in pubblico ai cronisti, senza bluffare, senza mai tradire i propri giudizi confezionati in modo non convenzionale. Ai nerazzurri in soprannumero ha detto: qui non c'è posto per voi. A Stankovic, indeciso se restare o partire per Torino, ha ribadito: ti voglio tonico come ai tempi della Lazio. Al presidente Moratti ha ricordato: ho bisogno di un centrocampista, non di quel centrocampista, come accadde ai tempi di Suazo, lui o nessun altro, il più figo del bigoncio. A vederlo allenare, durante i primi giorni a Riscone di Brunico, molti hanno sgranato gli occhi, esperti e non. Alcuni colleghi hanno provato a tirarlo giù dal monumento («mi ricorda Burgnich nell'81» la battuta di uno), altri, sinceramente ammirati, hanno scomodato il primo Vinicio.
«Siamo alla propaganda» l'accusa proveniente dai vedovi inconsolati di Mancini.
Non è propaganda se molti addetti ai lavori, e tra questi un paio di colleghi del valore di Ancelotti e Lippi, sull'onda emotiva del debutto italiano, si confessano sinceramente interessati ai suoi allenamenti. Non è propaganda se un tipo come Paolo Maldini, alla veneranda età di 40 anni, confessa in pubblico che il portoghese non gli suscitava particolare simpatia e che invece ha preso ad apprezzarlo e a seguirlo con interesse. José Mourinho mi ha ricordato il primo Arrigo Sacchi, capace di dividere la platea della critica, ma amato e venerato dal popolo dei suoi tifosi milanisti cui regalò coppe e spettacolo. Non sono affatto sicuro che possa ripetere la performance di Roberto Mancini: 2 scudetti + 1 (a tavolino) sono una sequenza unica, irresistibile. Sono sicuro che in Europa farà molta strada. E su quelle strade misureremo la sua bravura.