«Mi sento in colpa, forse potevo fermarlo»

«Mi sento in colpa perché il suo discorso non l’ho preso sul serio. Questa è la mia colpa, forse potevo fermarlo prima... ». Con queste drammatiche parole - Adil Louanda, il giovane nordafricano fratello dell’ex moglie di Fusaro, ha raccontato perchè si è deciso a denunciare l’uomo che gli aveva proposto di partecipare al rapimento di Iole Tassitani. «Iole ormai fa parte della mia famiglia - ha aggiunto -, volevo salvarla, facendo qualsiasi cosa». È stata la sua confidenza sui progetti dell’ex cognato a mettere i carabinieri sulla strada giusta. «A lui volevo bene - ha aggiunto - ma è stato più forte di me. Stavo malissimo quando ho sentito la notizia del rapimento al telegiornale. Dovevo farlo, dovevo farlo». Il marocchino aveva visto Fusaro solo «tre giorni prima» del sequestro. «Non mi aspettavo da lui una cosa del genere. Ero convinto fino all’ultimo momento che non potesse farle del male». Louanda è convinto che Fusaro abbia agito «da solo», probabilmente per soldi. «Se ci fosse stato qualcuno con lui - ha concluso - forse la cosa non andava così male».