MI5 contro Blair: gli attacchi di luglio legati all’Irak

Il premier britannico aveva negato il collegamento fra le bombe e la partecipazione alla guerra contro Saddam

Marta Ottaviani

Tony Blair sbaglia: la strage di Londra del 7 luglio e gli attentati del 21 sono stati scatenati dalla presenza inglese in Irak. A dirlo è un nuovo rapporto dell’MI5, il servizio segreto britannico direttamente impegnato nella lotta al terrorismo. Per la precisione il rapporto dice che l’Irak «è il motivo dominante dietro le azioni di gruppi estremistici e di individui sia nel Regno Unito che in Europa».
La nota è apparsa su internet e ha per titolo «La minaccia alla Gran Bretagna da parte del terrorismo internazionale». Riprende le considerazioni del Centro di Analisi sul terrorismo. C’è di più. Tre settimane prima dell’attentato del 7 luglio i servizi di intelligence avevano informato che l’Irak stava focalizzando l’azione dei terroristi sulla Gran Bretagna. «Gli attentati del 7 luglio a Londra - si legge nel rapporto - sono i primi portati a termine nel Regno Unito da individui affiliati al terrorismo internazionale. Alcuni individui che sostengono la guerriglia sono noti per aver viaggiato in Irak per combattere contro le forze della coalizione. È possibile che siano tornati in Gran Bretagna e che abbiano considerato di lanciare attacchi da qui».
Una bella doccia fredda per Tony Blair e per il suo ministro degli Esteri Jack Straw, che fin dal giorno della stage avevano sostenuto con forza l’estraneità della missione in Irak dall’attentato che è costato la vita a 56 persone.
Stando al rapporto, secondo i servizi segreti inglesi «sebbene i terroristi abbiano una gamma di motivazioni e aspirazioni, l’Irak rimane la ragione numero uno per i fondamentalisti islamici britannici.
E la presa di posizione dei servizi arriva solo due giorni dopo i colloqui del premier Blair con il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero e con quello turco Recep Tayyip Erdogan, durante i quali il capo del governo inglese aveva per l’ennesima volta sottolineato con forza come la faccenda Irak fosse estranea agli attacchi di Londra. Adesso tutti aspettano la replica di Blair e Straw.