La mia capa è una vipera

Un libro racconta la terribile vita al lavoro con una donna «boss»: è una leggenda o una realtà degli uffici?

Claire non è prevenuta. Non crede alle leggende su Vivian Grant, boss di una grande casa editrice di New York. C’è chi la definisce una «sociopatica vendicativa», chi giura che «Attila, a confronto, è un agnellino». Chi racconta di un assistente seguito nel bagno degli uomini. Ma a Claire bastano poche ore di lavoro per ricredersi e domandarsi: «Come può un essere umano trasformarsi in Vivian Grant?». Che è Quella stronza del mio capo, romanzo di Bridie Clark pubblicato in Italia da Baldini Castoldi Dalai, che è diventato anche un blog che raccoglie storie di dipendenti bistrattati. Soprattutto donne: sono loro le più tartassate dalle colleghe in carriera. Il titolo originale dà il tono (imperativo) della vita agli ordini di Vivian: Because she can, perché lei può. Esiste un solo avverbio, «adesso». Gli altri obbediscono. Telefonate a qualunque ora, anche nel giorno delle nozze, insulti, tormenti: non è prevista replica, figuriamoci ribellione. Claire alla fine scappa. Rimpiange soltanto la macchinetta del caffè. E trova rifugio nel «gruppo di sostegno per gli ex dipendenti di Vivian Grant».