«Mia figlia di un anno, travolta e ferita da un abusivo»

Caro direttore, questa mattina (11 agosto 2007) mi trovavo a Roma con mia moglie e le mie due bambine di sei e un anno. Dopo aver mangiato un panino sulla scalinata di piazza di Spagna, erano le 12,30 circa, siamo scesi e, mentre mia moglie la teneva per mano, la bimba più piccola è stata travolta da un extracomunitario venditore abusivo di occhiali che, per sfuggire alla polizia municipale, ha urtato violentemente la bambina facendola cadere a terra e procurandole un ematoma al viso e riuscendo a fuggire dalla rabbia nostra e da chi ci stava accanto e ha visto la scena (sono riuscito solo a dargli un calcio sulla schiena poi mi sono chinato su mia figlia che era in terra). La polizia municipale, presente con due vigilesse, una in divisa e una in borghese, nulla ha fatto per rincorrerli e si è giustificata dicendo che, comunque, nulla si può fare contro questi individui che affollanno le varie piazze romane. Con mia moglie siamo corsi al pronto soccorso del San Giacomo, in via del Corso, dove, fortunatamente, è stata subito visitata e dimessa: i medici le hanno diagnosticato solo un’ematoma. Dobbiamo comunque tenerla sotto osservazione per almeno ventiquattr’ore e sperare che non si presenti alcun sintomo. Nei prossimi giorni mi recherò al commissariato per sporgere denuncia.
Rimango, comunque, perplesso e infuriato per il comportamento di questi individui; ma sono ancora più arrabbiato contro la polizia municipale di Roma i cui uomini si comportano da impiegati che si crogiolano nell’immobilismo (nessuno l’ha inseguito dicendo che si assomigliano tutti). E sono ancora più infuriato con il Comune di Roma che con la cultura stupido-buonista del suo principale rappresentante giustifica certi atteggiamenti. Spero possa pubblicare questa mia. Stavolta è andata bene, diciamo, ma poteva finire in tragedia: cosa fa il Comune, aspetta come al solito che accada qualcosa di tragico per intervenire? Non sono razzista ma non mi riesce difficile diventarlo. Grazie
Roma
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Abbiamo pubblicato questa lettera perché colpiti da una vicenda assurda, frutto del lassismo dell’amministrazione nei confronti delle tante emergenze della città che evidentemente secondo gli esperti di comunicazione del Campidoglio garantiscono meno consensi di una festa del cinema per pochi o di una notte bianca per troppi. Ma quello che ci ha più colpito è l’ultima frase. Il nostro sindaco Walter Veltroni sta riuscendo in qualcosa di cui un esponente di centrosinistra dovrebbe andare poco fiero: costringere all’intolleranza chi di natura non lo sarebbe. Il signor Di Giorgio è uno, tanti ogni giorno cambiano idea e non lo dicono a nessuno, non lo ammettono nemmeno con se stessi. Romani razzisti per forza: complimenti.