«Mia moglie l’avrei uccisa così» O.J. Simpson simula l’omicidio

Sono passati undici anni, ma l’America non riesce ad archiviare la memoria del «processo del secolo». Come un boccone troppo grosso da mandar giù, la vicenda di O.J. Simpson continua a essere sulla bocca di un intero Paese. Del resto l’ex stella del football e attore non fa proprio nulla per restare lontano dai riflettori. L’ultima notizia, una rivelazione del National Enquirer che non ha ancora trovato conferme né smentite, sta di nuovo spaccando gli Stati Uniti in due, come nei 253 giorni del processo trasmesso tutto in diretta tv (con un’audience senza precedenti): Simpson starebbe firmando il contratto per un’autobiografia nella quale racconta come «ipoteticamente» potrebbe aver ucciso la moglie Nicole Brown e l’amico Ronald Goldman. Una sorta di «confessione» letteraria del delitto da cui è stato assolto, con un verdetto che ha fatto gridare allo scandalo mezzo Paese, riaccendendo la polemica con tutte le sue implicazioni classiste e razziali (per alcuni Simpson è un nero che è riuscito a «fregare» la giustizia dei bianchi, per altri semplicemente un miliardario che da anni picchiava e tormentava la moglie, e che quando l’ha uccisa se l’è cavata grazie ai suoi soldi).
Secondo l’Enquirer, l’ex giocatore, racconta nel libro che un amico, «Charlie», mai identificato in sede processuale, gli avrebbe fatto visita, raccontandogli che la moglie, separatasi dopo aver denunciato le violenze del marito, riceveva le visite di un uomo, Ronald Goldman, un cameriere. Simpson, in preda alla furia, sarebbe piombato con un coltello a casa di Nicole Brown e, dopo aver ripreso l’arma dalle mani dell’amico che aveva cercato di togliergliela, avrebbe massacrato i due. Nella prefazione, ovviamente, Simpson sottolineerebbe, senza troppa enfasi, che si tratta di un mero gioco di ipotesi. Tra l’altro, in base alle leggi americane, l’uomo non potrebbe venir processato un’altra volta per lo stesso reato, dopo l’assoluzione.
La polemica infuria. Ad attizzarla innanzitutto i parenti delle vittime. Il contratto per il libro frutterebbe a Simpson ben 3,5 milioni di dollari. Comprensibile la rabbia di Fred Goldman, padre di Ronald, che da anni combatte una vana battaglia giudiziaria per cercare di far rispettare il verdetto civile, che al contrario del penale, ha condannato Simpson, ingiungendogli di pagare oltre 33 milioni di dollari di risarcimento. L’ex giocatore però non ha tirato fuori un solo biglietto verde. La ricca pensione dell’Nfl, la lega del football, è intoccabile in base alle leggi della California. E Simpson ha trasferito la propria residenza in una villa da 650mila dollari a Miami, dove invece la legge tutela la prima casa dal pignoramento. «I soldi che prenderà per quel libro sono macchiati di sangue», ha detto con amarezza Denise Brown, sorella di Nicole.