«Mia moglie mi prende a calci e pugni» Il campione di basket chiede il divorzio

Jason Kidd è alto un metro e 93 e pesa 95 chili, ma ha paura della consorte violenta

da Washington

Uno dei più famosi campioni americani di basketball, Jason Kidd, ha presentato richiesta di divorzio dalla moglie Joumana Samaha accusandola d’aver preso l’abitudine di picchiarlo. Una violenza che lui, nonostante il suo metro e 93 d’altezza e i muscoli da campione, non sembra più in grado di sostenere.
Sei anni fa il campione dei Nets era stato denunciato per aver dato un pugno in faccia alla moglie e, per parecchio tempo, Kidd era stato fischiato dal pubblico durante le partite.Oggi, la «vittima» è lui. Joumana, 34 anni, coetanea del marito, è una modella con un fisico invidiabile: il suo aspetto, quasi marziale, ricorda quello di Angelina Jolie nel film Mrs and Mr Smith. Da qualche tempo la coppia Kidd sembrava attraversare un brutto periodo, ma i due hanno sempre smentito. Ieri, con una mossa del tutto inaspettata, Jason ha chiesto a un giudice del New Jersey la dissoluzione del matrimonio. Motivo: la bella Joumana sarebbe troppo violenta. Kidd è un gigante: è alto un metro e 93 e pesa 95 chili. Eppure, tanta prestanza fisica non sarebbe sufficiente a «contrastare» la forza della moglie. Gli argomenti presentati da Kidd al giudice, comunque, devono essere stati convincenti, perché il tribunale ha immediatamente ingiunto alla donna di lasciare la villa di famiglia e di non presentarsi mai più nella Continental Arena, dove gioca e si allena la squadra dei Nets. «Mia moglie - ha spiegato Kidd - considera l’uso della forza fisica un comportamento normale per risolvere le discussioni in famiglia. Mi prende a calci e pugni e quando è arrabbiata mi scaraventa addosso tutto ciò che vede». I Kidd si sono sposati nel febbraio del 1997 e hanno tre bambini. Quello che ha convinto il giudice a ordinare alla signora Kidd di non avvicinarsi più al marito è una scenataccia avvenuta lo scorso 27 dicembre, quando la donna ha mandato il figlio nello spogliatoio della Continental Arena per «rubare» il cellulare del padre. Joumana è poi andata a sedersi in prima fila per insultare il marito (che stava giocando) e le persone «sospette» di cui aveva scoperto il numero in rubrica.
Come sempre quando si tratta di violenza domestica, l’uomo sceglie un avvocato donna. Così nel caso di Jason Kidd: «La signora - ha spiegato il suo avvocato Madeleine Marzano Lesnevich - è talmente gelosa e paranoica che ha fatto installare all’insaputa del marito delle microspie nel computer e nell’auto. Quando Jason Kidd se ne è accorto ha minacciato di denunciarla. Lei, a quel punto, ha prima promesso di farle disinstallare, ma le ha poi fatte riattivare immediatamente».