La mia notte in «immersione» per dormire accanto agli squali

Nel gruppo di venti persone anche un bimbo di 5 anni

Stefania Antonetti

Una brandina da campo, un sacco a pelo, luci soffuse e silenzio penetrante e - perché no? - anche un po' di suggestione visto e considerato che la mia camera da letto domenica sera è stata la vasca degli squali all'interno dell'Acquario. Vicini di letto - divisi soltanto da un vetro - i terribili predatori del mare hanno continuato solerti a nuotare nel loro spazio, mentre io insieme ad altri 20 ospiti abbiamo avuto l'onore di far loro «compagnia». E loro ci hanno regalato sensazioni indimenticabili.
È quanto è accaduto domenica notte, quando invece di tornare a casa, sono stata «catturata» dall'insolita iniziativa della National Geographic Channel, che in accordo con lo staff dell'Acquario, ha organizzato l'evento «Missione al buio... una serata all'Acquario», per conoscere i comportamenti notturni degli squali. Un'esperienza affascinante e insolita, di forte impatto emotivo per tutti i presenti, grandi e piccoli. Nel gruppo c'erano anche due bambini: Nicolò di cinque anni accompagnato dalla mamma Renata e Bianca di dieci anni con il papà Francesco, partiti da Milano per vivere la serata. Ma soprattutto giovani studenti che hanno colto al volo l'occasione - prenotandosi in tempo attraverso il sito del Festival della Scienza - per riuscire a dormire lì, avvolti dalla magia della serata. E per scoprire insieme che anche i coccodrilli, le foche, i pinguini, il rombo, il pesce ghiaccio, i coralli, la rana pomodoro e il pesce gatto, riposano e di notte dormono, ammesso e concesso che qualcuno non li disturbi.
La serata organizzata nei minimi dettagli è iniziata con un ricco buffet ed è proseguita con una visita notturna all'Acquario. Due gentili biologhe, Deborah e Daniela, munite soltanto di torce, ci hanno accompagnato lungo tutto il percorso spiegandoci cosa accade di notte nelle vasche. Un cammino fatto esclusivamente al buio, e per buio intendo davvero il buio impenetrabile della notte. Le abbiamo seguite, così come seguivamo la fioca luce delle loro torce, cercando di far nostre le loro spiegazioni. Non una domanda, nessun intervento e soprattutto poco rumore, sembrava quasi di rompere un idillio. Ma il silenzio del luogo è stato rotto all'improvviso, spaventando tutti noi, da un gruppo di dieci artisti che d'accordo con le stesse guide irrompevano nel cammino con balli, monologhi e canti. Meno male che il piccolo Nicolò si era già addormentato tra le braccia della mamma. Bianca invece si stringeva al papà sicuramente il più divertito di tutti. Lecita l'osservazione di Caterina che a metà percorso dichiara di non sentirsela poi così tanto a restare lì a dormire. Invece poi è rimasta insieme a tutti gli altri.
Quando abbiamo rivisto le luci, giunti alla fine del tragitto, molti di noi hanno tirato un sospiro di sollievo, me compresa chiaramente. Subito dopo, Daniela e Deborah, ci hanno invitato ad aprire le nostre brandine e a srotolare i sacchi a pelo. La scena che si presentava aveva quasi dell'incredibile: eravamo posizionati più o meno a un centimetro esatto dal vetro che ci separava dagli squali. Divertiti ma anche un po' impacciati, ci siamo distesi e dopo poco osservando il fluttuante movimento degli squali, ci siamo addormentati. Le nostre guide ci avevano spiegato che mentre gli altri pesci dormono regolarmente, gli squali sono sempre in movimento, anche di notte. Le luci si erano spente di nuovo, il silenzio era tornato a regnare e noi lì davanti a questi giganti del mare abbiamo ceduto il passo al sonno. Alle sei puntuale come un orologio svizzero, le luci si sono riaccese, e un po' a fatica ci siamo tirati su.
«Strano inizio di mattinata - ho pensato - se il buongiorno invece che darlo al mio fidanzato, lo do agli squali».
Smontate le brandine, abbiamo avuto anche l'onore di fare ginnastica dolce, della meditazione davanti alla vasca dei delfini che però - diciamola tutta - ci hanno un po' ignorato. Insieme alle biologhe abbiamo visitato poi le due cucine dove alcuni acquaristi stavano preparando blocchi di arringhe sotto sale da dare ai pesci. La visita è proseguita nelle sale veterinarie e nel laboratorio di analisi, dove vengono analizzati i campioni di acqua. Prima di andare via abbiamo dato da mangiare ai delfini e alle foche. Colazione anche per noi e poi di corsa chi a casa, chi in ufficio e chi a scuola. Come il piccolo Nicolò che passava a prendere il grembiulino e poi dritto in classe: prima elementare. Sicuramente non sarà l'unico a portare con se il ricordo di questo affascinante viaggio notturno..