La mia scultura? Ognuno è libero di interpretarla

La sua «Hello Kitty» era stata esclusa alle prime polemiche. Lo stesso assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, che se l’è comprata, ha ammesso che inserirla nella mostra era stato un errore. Ma Paolo Schmidlin, ieri, davanti al Palazzo della Ragione, autore della scultura raffigurante un vecchio seminudo dai lineamenti simili a quelli di Papa Benedetto XVI, ha sostenuto che «l’arte è interpretazione. Ognuno guardando un mio lavoro deve essere libero di vederci ciò che vuole. A qualcuno può sembrare il Papa, a un altro il proprio fruttivendolo. L’opera è nata apposta senza didascalia». Si stupisce che «nessuno abbia alzato scudi per la mostra di Serrano al Pac: alcune fotografie ritraevano un crocifisso immerso nell’urina dell’artista». Ora «Vade retro» trasloca ma «sarebbe stato importante aprirla comunque a Milano, magari in uno spazio privato».