«È la mia stella polare»

Quando studiavo cinema a Mosca, Dino Risi era la stella polare. Era infatti uno dei cinque grandi neorealisti italiani, ma aveva più finezza psicologica degli altri: lui ha fondato la cinematografia psicologica europea. Grande regista, ha scoperto attori poi diventati divi. Prima che regista, attore io stesso, capisco la fortuna di chi, come Mastroianni, agli esordi lavorò con Risi, capace di soluzioni imprevedibili, sempre nuovo. Diceva Checov: «Chi ha talento è nuovo e il nuovo ha talento». Se fra i registi di allora Risi aveva un posto a sé, non significa che sia isolato oggi: ha molti seguaci proprio per l'elaborazione dei personaggi, alla cui base sta la letteratura russa. Sono felice di considerarmi suo contemporaneo.

*Gran premio della Giuria a Cannes

e Oscar per «Il sole ingannatore»