"La mia tv fa bene ai bambini. I reality e i talk no"

Gerry Scotti esulta per i risultati di "Io canto". "Non regaliamo
illusioni e non creiamo mostri"

Certo, è un programma simile, anzi identico a quello di Raiuno. Eppure piace molto. Tanto da arrivare a superare quella corazzata che è Ballando con le stelle. Alla quarta sfida Io Canto, lo show con i piccoli «mostri» canori di Canale 5, ha realizzato più ascolti del talent con i vip danzerini del primo canale. Ma, al di là dei numeri Auditel, è un programma che sta convincendo le famiglie che al sabato sera stanno in casa. Meravigliosa scenografia, belle voci (il siciliano Cristian Imparato è un talento nato), ospiti importanti e lo spettacolo è assicurato.

E lui, Gerry Scotti, a dargli quel tocco in più. «Non è la fotocopia di quello di Raiuno, è lo stesso», aveva detto prima di cominciare per smorzare sul nascere le polemiche. In effetti, visti i brillanti numeri, i dirigenti Mediaset hanno preso il format Ti lascio una canzone e l’hanno trasferito su Canale 5 con tanto di autore compreso, Roberto Cenci. In più l’hanno mandato in onda a gennaio, così da battere sul tempo il primo canale: la terza edizione dello show condotto dalla Clerici (se lo guarderanno ancora dopo questa overdose?) partirà in primavera. Risultato: sabato Io canto ha totalizzato il 26 per cento di share e 5 milioni 313mila spettatori. Tanto che si sta pensando di allungare di qualche puntata. «Per una volta - commenta soddisfatto Gerry - abbiamo mostrato che non c’è meglio che trattare bene i piccoli per fare le cose in grande».

Quando si fa bene, aumentano le critiche. La prima: quelli non sono bambini, ma adulti in miniatura...
«Ma perché? Nessuno si scandalizza per un calciatore giovanissimo né per un ginnasta in erba. Ma per i cantanti sì: e invece è fisiologico che comincino da piccoli, lo richiede il mercato, mai più si vedrà debuttare una star a quarant’anni».

Seconda critica: i bambini sono iper sfruttati in Tv.
«Vero, li spruzzano dappertutto, ma io queste accuse le rivolgerei a chi li butta in programmi in cui non c’entrano nulla. Noi abbiamo costruito uno show su di loro e per loro. E non gli regaliamo illusioni, come accade in molti talent o nei reality, noi gli realizziamo il sogno di cantare con Ron o con Johnny Dorelli. Potrà restare anche solo un bel ricordo. Ma il problema più grave è un altro».

I bambini che guardano la Tv, non quelli che la fanno...
«Esatto. Mi preoccupano molto di più i piccoli abbandonati davanti alla Tv senza genitori che fanno da filtro. Su alcuni canali in chiaro nelle fasce protette vanno in onda programmi che i piccoli non dovrebbero vedere. Certe parti dei reality e alcuni talk che gli vanno dietro non sono adatti. Anche i Tg o i programmi di approfondimento: i miei amici delle Iene, per esempio, con la scusa di smascherare le brutture, fanno vedere scene veramente imbarazzanti e, in prima serata, ci sono tanti bambini a guardarli».

I piccoli che restano in piedi fino a mezzanotte al sabato sera per guardarla?
«Giusto. Faccio un appello a tutti i direttori di rete perché si siedano attorno a un tavolo e si decida tutti insieme di cominciare prima (al sabato e domenica non si capisce perché gli show iniziano alle 21,30 e non alle 21,10) e finire prima».

E perché non comincia lei unilateralmente?
«Perché ci sono esigenze commerciali, o si parte tutti insieme o non si può fare».

Torniamo al principio: Antonella Clerici ha detto che fosse stata in lei non avrebbe mai accettato di condurre uno show copiato.
«Penso che in poche puntate una differenza si sia rivelata: il conduttore, che dà un’impronta diversa. E poi faccio Tv da 26 anni, credete che non abbia valutato i pro e i contro? I primi mi sembravano più validi. Carlo Conti (storico rivale di Gerry nel preserale) mi ha scritto un sms: “Sei il più bravo e anche il più invidiato della Tv”».

Seguirà la Clerici anche sulle orme del Festival, i tempi le sembrano maturi?
«A lei auguro il più grande successo. E non mi nascondo dietro un dito: se mai me lo offrissero, e a Mediaset me lo permettessero, mi piacerebbe. Sapete che da sempre adoro presentare show musicali».

Intanto, dopo «Io Canto», dovrebbe partire (a metà aprile) il nuovo programma «Italia’s Got Talent» di cui si è avuto un assaggio a dicembre...
«Sì, appena io e Maria (De Filippi) saremo liberi, si comincerà: ci sono già centinaia di aspiranti concorrenti che bussano alle nostre porte».

Belen ha detto che presto farete una fiction insieme, una specie di Cesaroni (due famiglie che ruotano intorno a due ristoranti rivali).
«La ringrazio per la preferenza accordatami. E mi piacerebbe molto fare fiction... Però è molto impegnativo e lo potrei fare solo se Mediaset mi concedesse una stagione sabbatica, lasciando a qualcun altro la conduzione del Milionario, ma la vedo dura...».