La mia vita con una matita tra le mani

Prima di iniziare voglio rendere omaggio a un grandissimo artista e umorista, la cui scomparsa, avvenuta solo tre giorni fa, lascerà nel mondo del cinema d'animazione un vuoto incolmabile. Sto parlando di Osvaldo Cavandoli, il famoso creatore della Linea, che tutti conoscerete. Per me Osvaldo era un vero amico, e in questo modo, in questa giornata particolare, davanti a tutti, lo volevo, un'ultima volta salutare. E non c'è e non ci sarà, credo, occasione migliore di questa per ricordare pubblicamente la persona senza la quale oggi non sarei qui a ricevere quest'onorificenza: mio padre Umberto, una persona straordinaria, senza il cui aiuto morale e finanziario non avrei mai potuto intraprendere questa carriera.
Nella vita la fortuna gioca sempre un ruolo determinante, e probabilmente tutti noi, se non ci fossimo trovati nel luogo giusto al momento giusto, forse avremmo scelto altri lavori ed altre direzioni. La mia grande fortuna è stata proprio quella di nascere in una splendida famiglia qual era la mia, bergamasca, con un padre eccezionale, creativo, dinamico e soprattutto lungimirante, che ha sempre rappresentato per me, oggi come allora, una fonte inesauribile d'ispirazione, da cui ho attinto idee, spirito critico e soprattutto il coraggio di intraprendere una carriera così particolare e, a quei tempi, poco promettente. In quasi cinquant'anni d'attività il nostro studio ha lavorato in diversi settori della comunicazione, dalla pubblicità, motore trainante, alle sigle televisive, dai cortometraggi ai lungometraggi, dai film di divulgazione ai serial televisivi (...).
Mi piacerebbe riuscire a trasmettervi l'entusiasmo che provo ancor oggi per il lavoro dell'animatore, che non esiterei a definire come uno dei più creativi tra le forme d'arte esistenti. Vorrei cioè farvi comprendere quale emozione si possa provare nel vedere delle semplici linee, tracciate su un foglio bianco, prendere vita, recitare, diventare insomma un essere credibile con tutte le caratteristiche che poco prima esistevano solo nella nostra mente.
Ogni animatore, anche il più incallito, nel momento in cui vede «muoversi» per la prima volta il personaggio da lui disegnato, e lo vede agire e recitare come lui voleva, prova la stessa emozione del suo primo giorno di lavoro, e riscopre la magia di questa meravigliosa professione, che gli offre, tra l'altro, una piccola parvenza d'onnipotenza. Creare una forma di vita dal nulla...
Quando vi è successo, quasi a tutti sarà capitato, di commuovervi davanti alla scena di Bambi che perde la madre, uccisa dai cacciatori, o del piccolo Dumbo, cullato nella proboscide della madre rinchiusa in prigione, oppure di allarmarvi dinnanzi alle inquietanti espressioni della strega di Biancaneve, o di qualche altro cattivo di turno, in quei momenti, sicuramente avrete dimenticato di trovarvi di fronte solo a dei semplici disegni. E se riescono ad indignarvi, farvi sorridere o commuovervi, ciò avviene unicamente grazie all'abilità artistica dell'animatore, che è riuscito a trasmettere anche grandi sentimenti servendosi della sola matita (...).
Prima di concludere avrei ancora un desiderio: quello di dedicare questa laurea alla persona più importante della mia vita: mia moglie Wally. È solo grazie alla sua presenza se ho potuto continuare a volare con la fantasia per tutti questi anni, dedicandomi con serenità al mio lavoro, mentre lei si occupava della nostra numerosa famiglia, non facendole mai mancare l'affetto, l'allegria e soprattutto quella praticità spicciola e intelligente che a noi artisti sembra spesso voler difettare. Se ho potuto realizzare tanti film nella mia vita, questo lo devo esclusivamente a lei (...).