MICHAEL BOLTON In piazza Duomo canta il Natale

Per anni Frank Sinatra (che tra l’altro definì il primo rock’n’roll «la musica marziale di tutti i delinquenti sulla terra») è stato etichettato dai giovani come un «matusa». Messa in cantina la sua splendida voce che rivoluzionò il canto jazz, dimenticate le scene di isterismo delle fan. Poi Sinatra è tornato ad essere un modello sia per gli amanti del bel canto sia per i furbacchioni che hanno pensato di vivere di rendita reinterpretando i suoi classici e il suo stile.
A metà strada tra queste due correnti sta Michael Bolton, bellone biondo dalla voce possente che ha venduto più di 50 milioni di dischi con la seducente - e un po’ commerciale - formula del soul pop e del soul jazz. Indubbiamente la sua voce estesa e profonda è molto suggestiva e adatta al clima natalizio, per questo stasera si esibisce in piazza Duomo interpretando il repertorio del suo nuovissimo cd A Swingin’ Christmas ma anche classici del soul, del pop e persino celebri arie d’opera perché ama moltissimo Puccini. «Ho iniziato a cantare l’opera per gioco ma in America impazzivano per quelle “cose italiane” di cui non capivano neppure le parole, così ho continuato». Dopo Bolton Swings Sinatra un altro cd all’insegna della nostalgia e dei buoni sentimenti. Nel disco c’è un mago della batteria jazz come Peter Erskine, la big band, e l’orchestra. E con l’orchestra e la band si presenterà stasera ai milanesi, affrontando una serie di pezzi difficili perché supersfruttato da mille interpreti e quindi destinati al confronto. In versione un po’ jazz un po’ pop un po’ crooner rilegge Silent Night e Joy to the World, I’ll Be Home For Christmas e Jingle Bell Rock, Santa Claus Is Coming to Town e l’arcinota e gaia have Yourself a Merry Little Christmas. Lui magari ci marcia un pochino sfruttando sempre i grandi successi internazionali, ma stasera creerà sicuramente le premesse per una grande festa collettiva (freddo permettendo). Per il resto Bolton non è artista da mezze misure: lo si ama o lo si odia... Non è granché simpatico ai rocker ma piace a chi adora l’easy listening di classe e il bel canto leggero. Seppur senza la sensualità degli originali, le sue cover di Sittin On the Dock of the Bay (Otis Redding) e When a Man Loves a Woman (la sua versione del classico di Percy Sledge è arrivata in vetta alle classifiche pop e gli ha fatto conquistare il secondo Grammy come miglior voce pop maschile) hanno fatto il giro del mondo. Se lo accusano di revival Bolton si ribella: «Il successo non mi manca; sono sempre in tournée in giro per il mondo. Se canto questi brani è perché sento il bisogno di rivalutare la grande canzone americana. I giovani spesso sono troppo presi dal rock e non conoscono i veri tesori della nostra musica». Non si sente in competizione con nessuno («Sinatra fa parte della tradizione e il mio compito è quello di renderlo attuale; Michael Bublé è molto bravo e le nostre strade non si scontrano; le canzoni di Natale sono una lingua universale per tutti i popoli del mondo»). Quali dichiarazioni migliori per vivere una serata ecumenica, di suoni e parole all’insegna dei buoni sentimenti?
Michael Bolton
ore 21
piazza Duomo