Michael Cimino spiega il western del disincanto

Michael Cimino, regista del Cacciatore e de I cancelli del cielo, sarà protagonista del nuovo incontro della rassegna «Viaggio nel cinema americano» che si terrà lunedì sera al Parco della Musica. La rassegna curata da Antonio Monda e Mario Sesti, e realizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e Studio Universal, punta i riflettori su un grande cinefilo oltre che regista. Amante di Kurosawa, di Ford, ma anche del cinema italiano, autore tra i più radicali e duri del cinema statunitense, Cimino negli anni Settanta ha rivisitato con uno sguardo disincantato il sogno americano e allo stesso tempo si è nutrito con passione del cinema del passato di cui ha rinnovato e ristrutturato generi e immaginario. Nato come architetto, punta sulla costruzione scenografica del set e sulle potenzialità artistiche dei movimenti della cinepresa. Il suo cinema ama i paesaggi, le montagne, da quelle americane della caccia al cervo ne Il Cacciatore, a quelle siciliane dove si nascondeva Salvatore Giuliano. Ma soprattutto Cimino ama il western, anche se Hollywood non gliene fa più fare da anni. «Viaggio nel cinema americano» ha già visto come protagonisti grandi autori e attori come Spike Lee, Sydney Pollack, Arthur Penn, i fratelli Coen, Frances Mc Dormand, Jane Fonda, David Lynch, Sidney Lumet, Jonathan Demme, Milos Forman.