Michael Jackson non si è iniettato la dose fatale

Michael Jackson non può aver provocato la sua stessa morte. Colpo di scena nel processo in corso a Los Angeles contro il dottor Murray: il medico legale che ha effettuato l’autopsia ha ribaltato la tesi della difesa del medico del re del Pop, secondo cui Jacko si sarebbe auto-somministrato il potente anestetico che ne ha provocato il decesso. La testimonianza di Christopher Rogers, medico legale all’Istituto medico-legale della contea di Los Angeles, è stata accompagnata dalla proiezione da parte dell’accusa di una foto-choc: il cadavere nudo della popstar, disteso sul tavolo dell’autopsia, con le parti intime coperte. Il medico legale ha confermato che la morte di Michael Jackson è stata causata da «una grave intossicazione da propofol», un anestetico che il cantante utilizzava come sonnifero e che il suo medico, il dottor Murray, ha ammesso di aver somministrato la mattina della sua morte, il 25 giugno 2009.