Di Michele dal dischetto tiene il Palermo in vetta

Messina in vantaggio con Riganò, pari di Zaccardo, poi il penalty

Roberto Bonizzi

Prendere un gol in casa dopo sette minuti non è esattamente l'idea migliore per mantenere un fresco primato in classifica. Soprattutto dopo che nelle precedenti due occasioni non ti è riuscito mai di conservare il respiro ad alta quota. È Riganò, indiavolato per tutto il match, a inchiodare il superbo Palermo di Guidolin che per il derby di Sicilia ricorre a un abbondante turn over dopo la vittoria sul Milan. Ma l'allenatore rosanero deve ringraziare Fontana (Agliardi è infortunato), strepitoso almeno in quattro occasioni, come pure la distratta difesa del Messina, colpevole di due disattenzioni giganti. Questa volta il Palermo resta lassù in maglia rosa, al fianco dell'Inter.
Il vantaggio del Messina arriva con una testata di Riganò. Corsa indisturbata di Masiello per 30 metri sulla corsia sinistra, cross lungo sul secondo palo e, mentre Barzagli e Pisano si fissano negli occhi, il bomber di Giordano colpisce indisturbato: è la decima rete subita dalla squadra di Zamparini alla Favorita dall'inizio della stagione. E l'attaccante di Lipari, una decina di minuti più tardi, tenta il secondo scherzo a Fontana. Altro cross, questa volta dalla destra partito dal piede di Alvarez, altro colpo di testa: il portiere rosanero si salva, con una strizzata d'occhio alla traversa.
Al 25’ arriva il pari. Calcio d'angolo di Brienza da sinistra, Bresciano, appostato sul primo palo, allunga di tacco al centro dell'area e Zaccardo (goleador come negli ultimi minuti della trasferta di Francoforte in Coppa Uefa) anticipa il suo marcatore (Zanchi) e infila il pareggio. Ma il Palermo sembra la pessima controfigura di quello che ha incantato il presidente Berlusconi a San Siro. Manca il cervello Corini e Guana non surroga il Genio, Amauri ha lasciato il posto a Caracciolo, Pisano e Cassani sono terzini inchiodati in difesa. Il Messina prova a giocare con le indecisioni dei rosanero, ma il fosforo a centrocampo non è la qualità migliore degli uomini di Giordano. Cordova sparisce dopo i primi minuti, De Vezze è acerbo, resta solo Coppola. Masiello e Alvarez non riescono a unire sempre corsa e servizi ai compagni: Riganò resta solo. Il Palermo si affida ai lanci di Barzagli. Come al 39': Di Michele insegue il pallone, Rea gli frana addosso appena dentro l'area. Pieri fischia il rigore: Di Michele punisce Storari. Il Messina prova a reagire, ma il gol di Riganò è in fuorigioco. Poi Caracciolo salta Storari in uscita, ma conclude sull'esterno della rete. All'intervallo Guidolin, sul 2-1, respira.
La difesa del Palermo sonnecchia anche in avvio di ripresa. Calcio d'angolo di Cordova da sinistra, Zoro può colpire in beata solitudine da centro area, ma sulla zuccata Fontana risponde presente. Passano cinque minuti e, su traversone di Masiello, Barzagli e Pisano lasciano ricevere Riganò. Il bomber di Lipari controlla e spara di destro da pochi metri: Fontana ci mette il piede. Al 27' il portiere rosanero si guadagna l'applauso dei 30mila salvando in controtempo su una botta di Alvarez servito da Riganò. Un minuto dopo è Storari a uscire sui piedi del pericoloso Amauri. Sulla respinta Di Michele prova il cucchiaio, che finisce alto.
Nel finale Giordano spedisce in campo tutti i suoi attaccanti (Di Napoli, Floccari, Iliev). Di Napoli ci prova su punizione dal limite, ma il rasoterra non è impossibile. Il Palermo del nervosissimo Guidolin ha la carta buona per chiudere: Bresciano cerca di sorprendere Storari prima di piede e poi di testa, ma l'australiano non ha fortuna. La Favorita si scioglie in un urlo di liberazione sulla punizione di Parisi che, in pieno recupero, sfiora l'incrocio.