MICHELE, L’INTENDITORE

C’era una volta uno spot pubblicitario, il cui protagonista era Michele, l’intenditore. Michele era un mago con l’olfatto e riusciva a riconoscere la marca di whisky giusta in mezzo a moltissime.
Ora, Michele l’intenditore ce l’abbiamo anche in Liguria. Ed è Michele Scandroglio, da qualche settimana coordinatore regionale di Forza Italia. Per Scandroglio, a lungo braccio destro di Claudio Scajola, la politica è come il whisky. Gli basta annusarla, per capire alla perfezione movimenti, intrecci, spostamenti. Anzi, se Michele ha un difetto, è quello di essere un po’ troppo intenditore: a lui piace la politique politicienne, quella fatta anche di intrighi, di mediazioni, di lunghi conversari per cercare un minimo comune multiplo. A me piace di più la politica impolitica, quella fatta un po’ più di pancia, di arrabbiature, di sana indignazione, di nessun inciucio. Poi, certo, mi rendo conto che - se il presidente della Repubblica non scioglie le Camere ed è impossibile andare ad elezioni - è meglio mettersi a discutere su cosa fare, piuttosto che passare cinque anni a strillare: «Elezioni!», mentre l’Unione manda l’Italia allo sfascio. E mi rendo conto che anche la politique politicienne, in determinate situazioni, è cosa buona e giusta. E che se ai vertici dei partiti c’è gente che la sa fare, è un valore, non un disvalore.
Michele, l’intenditore, dicevo, con il suo fiuto per la politica, sta iniziando a lavorare per cambiare Forza Italia in Liguria. Certo, sarà un lavoro lungo e difficile. Certo, occorrerà lasciarsi alle spalle tutte le scorie del passato e pensare al futuro. Michele è stato uno dei protagonisti, a volte con un gusto sottile di perfidia, del periodo di scontri più duri all’interno del centrodestra ligure. Ovviamente, non era solo, perchè per litigare bisogna essere almeno in due. È qualcosa che non ci piaceva e l’abbiamo sempre detto e scritto, a volte ruvidamente.
Ma, proprio perchè l’abbiamo sempre scritto, possiamo dire oggi che Michele, l’intenditore, ci pare davvero l’uomo giusto per riavvicinare gli azzurri al loro popolo. E del resto, quando c’è stato da metterci la faccia, non si è mai tirato indietro: la candidatura, ovviamente perdente, ma coraggiosa, al Comune di Ceranesi, gli fa davvero onore. E le prime mosse di Scandroglio vanno proprio in questa direzione: sta coinvolgendo moltissimo i giovani nell’organizzazione del partito; poi, sta creando una squadra con tutti gli uomini più rappresentativi sul territorio, che gli faranno un po’ da terminali, da sensori con la base; quindi, migliore fra tutte le operazioni, sta seguendo alla perfezione le direttive nazionali di Silvio Berlusconi. Quando si seguono quelle, rararamente si sbaglia: i gazebo antitasse hannno avuto un grandissimo successo; il convegno di ieri sera a Loano era un capolavoro fin dal titolo Mani in alto, questa è una Finanziaria; l’organizzazione per la trasferta romana del 2 dicembre procede nel migliore dei modi.
Insomma, gli inizi di Scandroglio fanno sperare benissimo. E se Michele l’intenditore annusa la politica del centrosinistra di questi tempi, sentirà davvero il buon profumo della vittoria. O, almeno, della speranza.