Di Michele, poesia matura con la gemma del «kamikaze»

Dopo il bellissimo album di Loredana Berté e in attesa della «nuova» Nannini, in uscita a giorni, un’altra nobildonna del cantautorato al femminile rompe un lungo silenzio. È Grazia Di Michele, che ai tempi, con le sue tinte pastello e lo stile un po’ soporifero, non suscitò emozioni memorabili ma piacque per garbo ed eleganza: il che torna a fare in questo album intimista, assorto e sorridente. Nulla di sconvolgente, solo il diario discreto di una sensibilità e di una meditata visione del mondo, sorretta però da una nuova maturità. E affidata ad una cifra espressiva molto interiorizzante, anche in Habi, autoritratto di una kamikaze tracciato senza truculenze, semplicemente «cercando di capire». Insomma ecco, nobilitato dalla bella prefazione di Gianni Borgna, un album civilissimo, meditativo, tutto orientato alla ricerca della «poesia nell’universo», delle sfumature e dei chiaroscuri del sentimento femminile, della sfida ardua che è il mestiere di vivere praticato «senza padroni e catene». Poi ci sono la cangiante, dalla giga alla bossa nova, morbidezza delle musiche, e la voce «confidenziale» di Grazia - affiancata in un brano da Pietra Montecorvino - che non rinuncia mai al tenero baleno di un sorriso.



Grazia Di Michele Respiro (Rai Trade - Edel)