Michele, ucciso per errore a 16 anni

Morì a soli 16 anni, il 12 luglio del 2001, in un vicolo di Bari vecchia solo perché si era trovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato: da allora la morte di Michele Fazio, vittima per errore di uno scontro a fuoco tra i clan rivali Capriati e Strisciuglio, è diventata il simbolo della voglia di riscatto delle brave persone che vivono nel reticolo di vie e piazzette del borgo antico. Chi lo ha ammazzato era un giovane di soli 18 anni, da poco maggiorenne, un affiliato al clan Capriati, organizzazione contrapposta a quella degli Strisciuglio. Il ragazzo sedicenne, era stato raggiunto dal proiettile quella sera da un proiettile che lo colpì alla nuca, mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro. Arrestati per l’omicidio di Michele Fazio anche Raffaele Capriati, di 22 anni, e Francesco Annoscia, di 23. Il quarto che avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco sarebbe stato Leonardo Ungredda, ucciso il 19 agosto del 2003 sul lungomare di Bari, sempre nell’ambito della guerra di mala. Il commando di giovanissimi aveva come obiettivo uno qualsiasi degli appartenenti al clan Strisciuglio per vendicarsi di un torto subito. L’uomo che sarebbe dovuto morire è riuscito a scansare i colpi. Uno di questi però uccise Michele Fazio.