"Michelle, sarò io il tuo bodyguard"

Guardia giurata indagata per molestie alla Hunziker. In casa del vigilantes numerose foto della showgirl scattate con il telefono cellulare

Sarà che la ragazza è giovane e bella. Sarà che è un personaggio pubblico, eppure semplice e alla mano. O almeno così sembra. Sarà che la fama non fa rima con la privacy, ma Michelle Hunziker - negli ultimi tempi - sta collezionando ammiratori un po’ troppo espansivi. L’ultimo è una guardia giurata, che poco più di un mese fa si è presentato sotto casa della showgirl per convincerla che «io sono meglio delle tue guardie del corpo, prendi me». Con tanto di divisa e arma nella fondina (regolarmente denunciata). Una visita inattesa e poco gradita da Michelle. Soprattutto perché, nelle due settimane precedenti, l’uomo l’aveva tempestata di telefonate. E chissà come aveva fatto a ottenere il suo numero di cellulare.

La Hunziker, spaventata, ha sporto querela. E la sua denuncia è finita sul tavolo del pubblico ministero Cecilia Vassena, che ha aperto un fascicolo a carico della guardia giurata, ipotizzando l’accusa di molestie. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo informativo, che nelle scorse settimane si sono presentate a casa dell’«ammiratore», trovando diverse fotografie della showgirl scattate da un telefonino. Allo stato, precisano gli inquirenti, niente di penalmente rilevante, ma solo immagini riprese durante spettacoli pubblici di Michelle. Certo, un’attenzione che la Procura ritiene utile approfondire. Innanzitutto, per evitare rischi di sorta. Poi, perché non è la prima volta che la Hunziker si trova alle prese con le attenzioni incontrollate dei suoi fan. Già a Natale del 2004, infatti, era partita una prima inchiesta, dopo le lettere di minacce, le allusioni alla vita privata e gli sms inviati alla presentatrice da uno sconosciuto. Che sconosciuto è rimasto, nonostante i sospetti si fossero concentrati su una persona che in passato era stata molto vicina alla famiglia della showgirl. E l’indagine nel novembre del 2007 è stata archiviata dal giudice. Poi, solo il 2 luglio scorso, Tibor Turza - uno slovacco di 40 anni - viene condannato a tre mesi di reclusione (pena indultata).

Anche in questo caso, l’accusa è di molestie. Perché, nel 2005, Turza aveva spedito all’attrice decine di lettere in cui la avvisava di un «imminente pericolo», e le diceva che in pericolo era anche la figlia Aurora. Che, per altro, lo slovacco sosteneva essere sua. Quindi, l’anno successivo, si era presentato in più occasioni sotto casa della showgirl. Fino all’incontro. «Sono io, mi hai riconosciuto?», le domanda Turza. Lei scappa. E la risposta gliela danno le guardie del corpo di Michelle. Quelle vere.