«Micio», il felino più furbo al mondo

Flavio Martino

Il destino e l’aiuto di un fiuto formidabile hanno regalato una vita da favola e scorpacciate di pesce pregiato a un gatto di borgata. Mamma gatta lo aveva dato alla luce insieme ai fratellini in un angolo del giardino di una villetta di Castelverde, amena località al km 18 della Prenestina. I micetti trovarono famiglia presso gli abitanti della zona, tutti tranne lui, un batuffolo biondo e tigrato, simpatico e furbo, che si nascondeva, quando arrivava qualcuno per adottarlo. Aveva avvertito la fortuna e voleva rimanere lì dove era nato, nella casa di Franca Tagliaferri. La signora è campionessa del mondo di pesca (ha conquistato il titolo nel 2000 a Firenze, sia nella gara di singolo sia in quella a squadre). Il piccolo felino è stato subito benvoluto anche da suo marito Claudio Cacciamani, e dai loro tre figli, Simone, Fabiano e Milena che spontaneamente, fin dal primo momento, l’hanno chiamato: «micio, micio», e «Micio» è rimasto il suo nome. Oggi il gatto, nato con la camicia, ha quattro anni, non ha problemi e mangia da re. La Tagliaferri è specialista nella pesca in laghi e fiumi e cattura cavedani, trote, carpe e barbi. Per questo motivo Micio non conosce momenti di carestia. Non lo impensieriscono neppure eventuali periodi «no» legati alle finanze, come successe per i suoi antenati nel 1907. Allora il sindaco di Roma, Ernesto Nathan, fu costretto per esigenze di cassa, a far tagliare le spese per acquistare la trippa, il pranzo dei gatti, da sempre cittadini della Città eterna. Da cui il detto: «Non c’è trippa per gatti».