Mick Jagger in scena a Milano, in mostra allo Spazio Forma

Le immagini più belle del frontman dei Rolling Stones in mostra allo Spazio Forma di Milano dal 3 dicembre

A fare da padroni recentemente sono le rock star da Bowie, ai Beatles fino a due gradi protagonisti dei Rolling Stones, Mick Jagger e l’inseparabile Keith Richards che anche lui se ne esce con “Life”, una sorta di autobiografia edita da Feltrinelli, mentre fa l’attore insieme a j.Deep o nel film di Martin Scorzese. Personaggi anche al centro di importanti pubblicità di prodotti. Anche Jagger è stato sotto le sue telecamere in “Shine a Light”. Indimenticabile anche il documentario “Stone in Exile” al Festival di Cannes. Ora un altro tassello si aggiunge al curriculum di quest’ultimo, una rassegna inedita a Milano. In piazza Tito Lucrezio Caro al n.1, la mostra dedicata al re del rock Mick Jagger, sta prendendo corpo grazie a Contrasto, che per il 3 dicembre aprirà i battenti al pubblico in nome di una leggenda firmata dai fotografi più celebri tutti appassionati di musica e studiosi del “costume”. Si tratta di 70 ritratti d’autore, a partire da quello di Karl Lagerfeld fino a Terry O’Neel, scattati dal 1964 al 2008 e che stupiranno i visitatori fino al 13 febbraio.

L’icona sensuale, a partire dalla sua larga bocca e dal sorriso accattivante che con le sue movenze ha incantato più generazioni, ha dichiarato recentemente che rifarebbe esattamente tutto ciò che ha fatto nella sua vita, dalla droga alla musica e nella rinnega delle amicizie. I primi scatti più noti risalgono agli ultimi cinquant'anni per opera di Cecil Beaton, Albert Watson, Annie Lennox, solo per citarne alcuni. Immagini che accompagnano la mostra comprendono mezzo secolo di storia della musica rock e della moda, nonchè del costume. Quel ragazzo che quarant'anni fa appariva trasgressivo a dorso nudo sul palcoscenico mentre faceva boccacce e lingue, dai pantaloni con la cinta bassa e attillatissimi, avvolto a volte da pellicciotti e dal volto quasi angelico, nonostante tutti i suoi eccessi la cui magrezza quasi commuoveva, ancora oggi è un’icona universale. Lui e il suo chitarrista Keith Richards sembrano volere lasciare una traccia del proprio essere anche nei libri e questa mostra che è accompagnata da un catalogo: “Mick Jagger: the Photobook”, una vera fatica del direttore del Festival della Fotografia di Arles, “Les rencontres d’Arles” e pubblicato da Contrasto, la prima raccolta di ritratti della celebre rockstar. Jegger, non ha più i riccioli di quarant'anni, ma quello sguardo fanciullesco e da dandy lo ritraviamo ancora tra qualche ruga e il trucco marcoto, per esempio intorno agli occhi. Di quel sex symbol è rimasta la magrezza e la vitalità. Oggi si cura di più, palestra ed è sempre monitorato. I filmini di famiglia e le immagini dei tempi trascorsi in Costa Azzurra negli anni Settanta, mentre registravano l'album "Exile on Main St." sono stati riportati nel documentario che lui stesso ha accompagnato al Festival di Cannes dal titolo "Tones in esilio".

Saltellante, atletico e scattante, sarebbe ancora in grado di suonare con vigore e rompere le chitarre, ne cambiava talmente tante da rendre un concerto una vera e propria piece teatrale. In una foto del 1966 di Jean Marie Périer appare imbronciato con una camicia a righe azzurra ma dal volto pensoso e consapevole; del 1972 invece, vediamo una foto di Mick di Ethan Russel ancora con costumi in seta e pelle negli spogliati dopo un concerto: occhi chiusi, addormentato con la faccia angelica. Curiosa anche la foto di Michael Putland del 1973, l'icona più sensuale del rock è in un ambiente domenstico appoggiato con i gomiti sul tavolo e suduto su una sedia, la sua camicia con disegni di foglie assomiglia alle tende della stanza: appare pensoso, bello e un po' malinconico. Rivede i suoi ritratti come si può vedere un album di famiglia con momenti belli e altri da scordare. Sempre deglia nni Settanta una foto di Terry O'Neill vestito classico con gillet, cravatta e un bel completo. Nel 1987 mette davanti all'obbiettivo di Pierre Terrason una mano aperta, la foto è a colori, dai toni rossi e dietro la sua testa sempra comparire un'aureola lilla. Mentre un primo piano sorridente ce lo offre Brian Aris con una fotografia del 1992, un primo piano del suo viso, incentrato verso la bocca dove spicano i suoi "dentoni" con un brillantino incastonato in un dente. Nudo mentre si indossa una pelliccia scura sembra andare oltre la leggenda nel 2001 per la mano di Karl Lagerfeld. Indossa un bracciale sul braccio destro, i capelli sono neri, più corti, ma ancora folti. Sesantasette anni ben portati: Mick non si sente ne un mito, ne un uomo d'affari, ma neanche una rockstar: . Dice che tutti in passato hannoa vuto degli eccessi, ma oltre ad essere convinto che rifarebbe tutta da copo, è certo che l'avere avuto una solida educazione da ragazzo gli ha consentito di sentirsi forte nella vita e consiglia ai suoi figli di non prendere mai niente troppo sul serio.