Mickelson «ruba» il coach a Tiger e sbanca il Players

Phil Mickelson, il mancino trentaseienne di San Diego è tornato a giocare ai suoi livelli più alti. Non che fosse ormai considerato in declino - avendo già vinto in questa stagione un torneo - ma di certo il suo nuovo connubio con Butch Harmon - ex coach di Greg Norman e soprattutto di Tiger Woods - sta dando nuovo sprint al campione americano. Dopo due terzi posti negli ultimi tre tornei giocati, ecco Phil aggiudicarsi il Players Championship di Sawgrass considerato in qualche modo il quinto torneo «major» del circuito mondiale. Una vittoria - la 31ª in carriera sul Tour americano - che mancava nel palmares del «ragazzo della porta accanto» e della quale, lui per primo dà il merito al nuovo guru che per l’occasione, gli è stato accanto per l’intera settimana. Butch ha dato nuova fiducia al suo pupillo, gli ha corretto alcuni errori, soprattutto l’ha fatto tornare ad essere più preciso con i colpi di partenza che, più che spesso, gli ultimi tempi mancavano la retta via del fairway. Domenica nel giro finale ne ha mancati solo quattro ed ha «preso» 16 green su 18 nei colpi regolamentari. Come dire: un Mickelson tornato ad essere il primo avversario di Tiger tant’è che è rimontato al secondo posto nel ranking mondiale ed è solo 60mila dollari alle spalle del fenomeno nella money-list dopo essersi aggiudicato la moneta più ricca del Tour americano: un milione 620mila dollari.
Il grande deluso a Sawgrass è stato il giovane statunitense Sean O’Heir partito al comando dopo 54 buche che è riuscito a tener testa a Mickelson per le prime 16 buche, ma poi - complici due palle in acqua - è scivolato dal 2° all’11° posto.
Alle spalle di Mickelson, distaccato di due colpi e grazie ad un gran giro finale in 66 un ritrovato Sergio Garcia, mentre in terza posizione appaiati giungevano Stewart Cink e il sempre valido José Maria Olazabal. Tiger Woods ha salvato l’onore con un ultimo giro in 67 colpi che lo ha fatto risalire in 37ª posizione insieme ad Ernie Els.
Sul Tour europeo, torneo ben meno ricco del Players - 9 milioni di dollari contro poco più di 1 milione di euro - era in programma la new entry sul Tour europeo del Valle Romano Open de Andalucia sul percorso dell’Aloha Golf Club. Organizzato e patrocinato dal campione malagueño Miguel Angel Jimenez, il torneo ha potuto contare su alcuni buoni nomi di «amici» del padrone di casa e la vittoria è andata a Lee Westwood, trentaquattrenne britannico che si è aggiudicato la prima moneta di 166mila euro. Un giro finale in 67 colpi ha dato a Lee il successo con due colpi di vantaggio sul connazionale Philip Archer e lo svedese Fred Andersson. Lee con ben cinque colpi di vantaggio a otto buche dal termine ha un po’ pasticciato sui green nelle ultime buche ma con un simile margine non ha faticato più di tanto a portare a casa la 17ª vittoria in carriera e la prima dal 2003. Gonzalo Fernandez Castaño - recente vincitore del Telecom Italia Open - partito nell’ultimo match come più diretto inseguitore di Westwood non è andato oltre il 72 finale scivolando in settima posizione, mentre al quinto posto terminava il sudafricano Oosthuizen davanti al danese Thomas Bjorn.