Micro-sismi: a Tivoli ora è allarme

Pochi danni, e la richiesta dello stato di calamità naturale per le scosse di terremoto che ieri pomeriggio hanno interessato la Valle dell’Aniene. Magnitudo 2,3, pari a circa 5,8 gradi della scala Mercalli: questa l’intensità del primo sisma registrato alle 15:47, senza conseguenze stando alle prime rilevazioni dei Vigili del Fuoco. Alle 16:11 una seconda scossa, di intensità leggermente superiore, è stata registrata a Tivoli. L’epicentro sarebbe stato localizzato fra Campolimpido e Tivoli Terme, mentre il terremoto è stato avvertito anche a Guidonia, Sant’Angelo Romano, Palombara e Castel Madama.
Decine le telefonate ricevute da pompieri e protezione civile, ma le due scosse non avrebbero causato troppi danni. Tuttavia i sindaci di Tivoli (Marco Vincenzi) e di Guidonia Montecelio (Filippo Lippiello) hanno chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale, rispettivamente per le zone di Tivoli Terme e Villalba di Guidonia. A destare preoccupazione, in particolare l’area compresa fra i due quartieri per cui è stato sollecitato il riconoscimento della calamità, dove dal 2000 vengono avvertiti microterremoti che stanno causando lo sprofondamento del terreno a ritmo di alcuni millimetri l’anno, e che in totale hanno danneggiato 140 edifici. Causa scatenante sarebbero i dissesti idrogeologici che - secondo gli esperti - rischiano di provocare ulteriori abbassamenti del terreno.
La decisione di chiedere lo stato di calamità è arrivata dopo una riunione ad hoc convocata ieri alla Pisana, nel corso della quale l’assessore regionale all’Ambiente Angelo Bonelli ha illustrato ai due Primi Cittadini una relazione elaborata da Francesco Nolasco (dirigente del dipartimento difesa del suolo) sulla base degli studi e delle indagini eseguiti dalla commissione istituita dalla Regione. Secondo il dossier, l’intera zona della piana delle Acque Albule sarebbe a rischio «subsidenza», e cioè soggetta all’abbassamento del livello delle falde dovuto anche - ha riferito il sindaco di Tivoli - all’attività di pompaggio delle cave di travertino. Da qui sarebbe stata segnalata la necessità di interventi urgenti a tutela della pubblica incolumità.
«Abbiamo chiesto alla Regione - ha dichiarato Vincenzi - di intervenire per eliminare i fattori di rischio nella zona interessata». Il sindaco di Tivoli ha anche disposto, in via cautelativa, la sospensione dell’attività di pompaggio dell’acqua nello stabilimento termale delle Acque Albule, mentre Lippiello ha chiesto di avere gli studi integrali commissionati dalla Regione, e ha sollecitato l’istituzione di un tavolo tecnico di sussidio all’amministrazione.
Intanto ieri la Protezione civile di Guidonia ha perlustrato un’area di circa 100 ettari per verificare eventuali danni alle strutture, oltre quelli rinvenuti su alcuni palazzi. Il Comune, invece, ha ordinato un prefabbricato per il parroco della chiesa di Villalba, sulla quale sarebbero comparse delle lesioni, ed una tenda per celebrare la messa. La chiesa, però, non è stata ancora dichiarata inagibile.
Di quanto accaduto sarà chiamata ad interessarsi anche la magistratura. Il deputato di An Vittorio Messa ha infatti annunciato un esposto alla Procura: «I danni li dovrà pagare chi li ha causati - afferma -. Ci troviamo davanti a un disastro naturale: sciami sismici ed il livello delle acque termali sempre più basso. Gli imprenditori del travertino sono ormai chiamati in causa. Le responsabilità sono precise, e sono riferibili ai procedimenti usati da un ostinata minoranza degli estrattori del travertino per scavare e pompare acqua sulfurea».