Microcosmo salvafamiglia e borghesia perbenista

In un periodo storico dove le famiglie sono particolarmente soggette a crisi, divisioni, rotture, ecco che un film come Saturno contro, la nuova pellicola di Ferzan Ozpetek, diventa una sorta di speranza, di via d’uscita, una strizzata d’occhio ai tanto decantati Dico. Il messaggio che viene passato, ripreso da Le fate ignoranti (ma con dialoghi all’altezza), è che il nucleo familiare, se protetto all’interno di un microcosmo rappresentato da una ristretta cerchia di amici, può sopravvivere anche davanti alle difficoltà.
La paura della separazione, di restare improvvisamente soli, soprattutto dopo i quaranta, viene ben rappresentato da Antonio e Angelica, che da anni sono sposati pur essendo sprofondati in una evidente crisi; ma è meglio sopportare che vivere senza l’altro. Soprattutto, se si agisce in una sorta di evoluzione di una famiglia allargata, che si regge su rapporti consolidati, su sentimenti di lunga data.
Una tribù moderna, una comune borghese ed intellettuale, che non è certo esente da rancori e tensioni ma che ha la capacità, da questi eventi, di rinsaldarsi, di salvaguardarsi, autoalimentandosi. Nel cast, che comprende anche Margherita Buy e Stefano Accorsi, a fare la differenza sono i comprimari, da Ambra Angioini a Milena Vukotic, da Ennio Fantastichino al sempre più convincente Pierfrancesco Favino.
Se volete gustarsi una grande coppia di attrici, come Cate Blanchett e, soprattutto, Judi Dench allora andate a vedere Diario di uno scandalo, l’ultimo film di Richard Eyre, tratto dal romanzo di Zoe Heller. Siamo nella scuola di St. George, dove è arrivata Sheba Hart, una nuova professoressa, insegnante di arte. L’insegnante diventa amica di Barbara, una collega più anziana; Sheba si fida talmente da rivelarle segreti nascosti come quello riguardante una sua relazione con uno studente di quindici anni. Barbara, però, gelosa, minaccia di rivelare, al marito e pubblicamente, il segreto di Sheba. Il ricatto è inevitabile.
Un soggetto che sembra scritto apposto per il confronto tra le due straordinarie attrici, non a caso finite in Nomination nella recente notte degli Oscar. Morbosità, borghesia ipocrita e perbenista, fascino e magnetismo; il tutto miscelato in un crescendo di suspence.
Non tutto brilla, però. A cominciare da un montaggio poco incisivo per l’azione e da una sceneggiatura che, onestamente, strappa qualche sorriso, soprattutto nel consegnarci la figura di una Sheba Hart esageratamente ingenua.
I film più visti a Genova nell’ultima settimana:
1) Notte prima degli esami. Oggi; 2) Saturno contro; 3) Una notte al museo; 4) Scrivimi una canzone; 5) L’amore non va in vacanza; 6) Hannibal Lecter; 7) Alpha Dog; 8) Blood Diamond; 9) Lettere da Iwo Jima; 10) Chestnut.