Microgame contro l’anonimato

Sui punti di commercializzazione si è espresso Fabrizio D’Aloia, presidente di Microgame, con una serie di considerazioni che, al di là degli interessi individuali, potrebbero rappresentare una interessante base di discussione con i Monopoli di Stato e i più importanti bookmaker sportivi. Per D’Aloia i punti di commercializzazione, messi al bando dal recente provvedimento, non vanno demonizzati nella loro globalità: «L’Aams non ha interpretato al meglio la legge della domanda e dell’offerta, e così anche alcuni operatori che si sono arroccati sulle loro posizioni. Quali sono i motivi che impediscono a un punto di commercializzazione, abilitato ad aprire conti di gioco e ad effettuare ricariche, di raccogliere gioco per conto di un bookmaker autorizzato a bancare? Perché questi signori non dovrebbero assistere un cliente con tanto di nome e cognome che accetta di farsi identificare, schedare e lasciare traccia del movimento di denaro? Ci guadagnerebbero tutti. Diverso sarebbe il discorso se il punto di commercializzazione facesse concorrenza ai concessionari e bancasse egli stesso in modo truffaldino. In casi simili non abbiamo avuto remore a fornire gli strumenti necessari per smascherare gli impostori».
E allora perché i titolari di questi punti non hanno partecipato al bando? Secondo il presidente di Microgame il fenomeno è da collegare all’onerosità del bando, specie per quanto riguarda il rilascio delle fidejussioni. «Ma la questione di maggiore importanza – aggiunge D’Aloia – riguarda l’identificazione del cliente che è automatica nel gioco telematico puro e che invece non si verifica in agenzia dove le transazioni sono anonime con le conseguenze del caso. Ecco dove sta la distorsione più grave del sistema. Da una parte si punta l’indice sui punti di commercializzazione che fanno rete con i concessionari, dall’altra si permette di scommettere in forma anonima sul territorio». In attesa di conoscere le reazioni delle controparti, va ricordato che Microgame ha aperto le porte dell’online anche a Totocalcio e Totogol e che un fondo di private equity di diritto inglese, Cambria Ltd, è entrato nella società campana con una quota di poco superiore al 10%.
Novità sul fronte delle NewSlot. Aams, in considerazione dell’elevato numero di apparecchi oggetto di sequestro preventivo, ha predisposto un decreto interdirettoriale con il quale proroga i termini di rilascio dei “nulla osta” di distribuzione e messa in esercizio degli apparecchi da gioco fino al 15 dicembre 2007 e i termini di validità per quelli già emessi fino al 31 dicembre 2007. Gli apparecchi in questione sono quelli certificati e in teoria non suscettibili di sequestro da parte della magistratura di Venezia. Invece Aams non ha ancora fornito una risposta alla Nazionale Elettronica, la società di Faenza che ha costruito gli apparecchi ritenuti illegali dalla Procura di Venezia e che per iscritto si è detta pronta a effettuare l’up-grade delle schede a titolo gratuito.