Microsoft, due indagini Ue "Posizione dominante"

Dopo la maxi multa da 500 milioni di euro la multinazionale rischia nuove sanzioni dall'Antitrust di Bruxelles. Il primo caso riguarda l'interoperabilità, l'altro il collegamento di software separati

Bruxelles - Microsoft finisce nuovamente nel mirino della Commissione europea. L’Antitrust Ue ha infatti deciso di avviare indagini formali su due nuovi casi di sospetto abuso di posizione dominante. Il primo caso - si legge in una nota dell’esecutivo europeo - riguarda il settore della interoperabilità, in relazione al ricorso presentato dal comitato europeo per l’interoperabilità dei sistemi informatici. La seconda indagine, invece, riguarda la necessità di collegare i prodotti di software separati, in seguito a una denuncia presentata dalla società concorrente Opera.

Altri richiami La nuova azione di Bruxelles arriva a meno di un mese dalla chiusura della vertenza che ha contrapposto per tantissimo tempo Microsoft alla Commissione Ue e che ha portato al pagamento da parte del colosso informatico statunitense di una multa record pari a quasi 500 milioni di euro. Sul fronte della interoperabilità - permettere cioè ad altri sistemi di dialogare con i sistemi Microsoft - l’accusa rivolta alla casa americana è quella di non rendere possibile alle imprese concorrenti la produzione e la vendita di prodotti compatibili con i propri software. In particolare, il comitato europeo per i sistemi interoperativi (Ecis) ha denunciato il rifiuto da parte di Microsoft di fornire ai concorrenti le informazioni necessarie per rendere effettiva la interoperabilità, anche sul fronte del pacchetto informatico denominato "Office".

Microsoft pronta a collaborare Il colosso informatico statunitense ha fatto sapere di essere intenzionato a "cooperare pienamente con le indagini della Commissione europea". "Forniremo tutte le informazioni necessarie", assicura Microsoft ricordando come il gruppo sia "impegnato ad assicurare la sua piena sintonia con le leggi comunitarie e con i suoi obblighi, quelli fissati dal Tribunale di prima istanza della Corte europea di giustizia nella sentenza del settembre 2007".  

Ricorso di Opera In atto anche il ricorso della società norvegese Opera Software, che accusa Microsoft di aver messo in campo il pacchetto Internet Explorer insieme al sistema operativo Windows senza rispettare gli standard comunemente accettati, riducendo così la compatibilità di questo sistema con altri software aperti come quelli di Opera.