Microsoft pronta a pagare gli utenti del motore di ricerca

nostro inviato a Redmond
È guerra tra Microsoft e Google per la conquista del web. La posta è altissima. In palio c’è infatti il mercato del cosiddetto intrattenimento domestico che vale circa 80 miliardi di dollari all’anno, oggi appannaggio delle società media, delle televisioni per intenderci, ma che in un futuro prossimo venturo potrebbero vedere minacciati i propri palinsesti da film, video e contenuti realizzati in casa.
Ed è proprio qui che convergono gli interessi della società fondata da Bill Gates e di Google che stanno mettendo a disposizione degli utenti un gran numero di servizi per costruire un palinsesto personalizzato. Ecco dunque che a Messenger, che può contare su 268 milioni di utenti e alla Mail, Microsoft ha aggiunto servizi innovativi come la possibilità di pubblicare blog, fotografie, musica e filmati. La società dunque vede il proprio futuro sempre più legato alla rete tanto che al brand Msn, quello del portale, è stato affiancato quello di Windows Live. Come dire il «nostro software è sempre in rete». «Sarà una rivoluzione a basso costo - ha spiegato Steve Berkowitz ex amministratore delegato del motore di ricerca Ask.com e oggi responsabile delle strategie online di Microsoft - le persone potranno, spendendo poco, accrescere all’infinito le loro possibilità di interazione. Non ci sono più limiti di luogo per creare una comunità di persone che hanno gli stessi interessi. Questa sarà una rivoluzione anche per la pubblicità destinata a diventare sempre più interattiva».
E già oggi la fetta che finisce in rete è notevole: 26 miliardi di dollari. E se Microsoft è prima per quanto riguarda la pubblicità sul fronte dei contenuti, Google, ieri duramente criticata dall’amministratore delegato del gigante del software Steve Ballmer che reputa insostenibile la crescita della giovane società, sembra insuperabile sul fronte dei motori di ricerca. Solo a gennaio a Google è andato il 47,5 per cento del totale delle ricerche negli Stati Uniti, mentre al motore di Microsoft, Live Search, solo il 10,6%. Per colmare il divario Microsoft è pronta a tutto. «La nostra idea - ha spiegato Berkowitz - è quella di remunerare gli utenti che usano il nostro motore di ricerca». In pratica la società pagherà le aziende che adotteranno i suoi strumenti di ricerca. Ogni computer potrebbe così rendere da 2 a 10 dollari all’anno all’azienda (più una quota bonus di entrata), il che potrebbe significare per un grande gruppo entrate anche superiori ai 100mila dollari. E se la proposta remunerata riguarda per il momento soltanto le aziende (dato che sarebbe difficile pagare con pochi dollari un gran numero di utenti) sul fronte consumer la società si dichiara impegnata a migliorare il servizio. «Ad oggi il 60% delle ricerche effettuate in rete sono senza risposta - ha spiegato Gayle Troberman responsabile dei contenuti - e quindi ci sono molte possibilità per migliorare il servizio».