Microsoft in tribunale contro Google-Yahoo

da Milano

Il monopolista del software cerca alleati contro il «cartello» della pubblicità online. L’intesa Google-Yahoo fa paura a Microsoft e al suo ad Steve Ballmer che, per mettere i bastoni tra le ruote all’accordo potrebbe rivolgersi persino al suo vecchio nemico, il dipartimento di giustizia Usa.
La guerra per la conquista del ricco mercato della pubblicità online che prevede un giro d’affari da 33 miliardi di euro entro il 2011, continua. Da un lato c’è Microsoft che ha messo sul piatto quasi 50 miliardi di dollari per acquistare Yahoo, dall’altra il motore di ricerca che vuole restare indipendente studiando ogni alternativa.
In realtà è uno dei fondatori, Jerry Yang, a portare avanti la battaglia per l’indipendenza. Gli altri soci di minoranza, capeggiati dal finanziere Carl Icahn, sarebbero infatti più che propensi a una cessione che valorizza la società 33 dollari ad azione contro i 22 dell’attuale quotazione in Borsa. L’accordo pubblicitario non esclusivo con Google vale 800 milioni di dollari e interesserà soltanto il Canada e gli Stati Uniti. Yahoo pubblicherà sui propri portali le inserzioni pubblicitarie fornite da Google. In realtà al mercato l’accordo non è piaciuto: venerdì il titolo Yahoo ha chiuso in ribasso di quasi il 3% facendo salire Google della stessa percentuale.
Il primo motore di ricerca al mondo infatti non avrebbe più nessun vero concorrente con cui misurarsi. Da qui i timori di Microsoft che ieri ha fatto sapere in un’e-mail che «l’accordo distruggerà la concorrenza nel mercato della pubblicità online limitando le scelte degli inserzionisti». Microsoft però sa bene che trattandosi di una collaborazione e non di uno scambio azionario l’Antitrust non potrà fare niente per impedirlo. Ecco perché potrebbe decidere di rivolgersi alla corte di giustizia. Il tribunale, infatti, potrebbe far sciogliere l’intesa se dovesse riscontrare che la stessa pone delle restrizioni alla crescita del mercato della pubblicità in rete.